McCain mette a punto la strategia per conquistare la Casa Bianca
06 Marzo 2008
di Redazione
Attrarre gli indipendenti senza far scappare i conservatori: è questa, in estrema sintesi, la sfida per John McCain da qui al 4 novembre.
Nel suo “victory speech”, dopo le primarie di martedì scorso che gli hanno consegnato la nomination alla Casa Bianca, il senatore dell’Arizona ha promesso di condurre la campagna presidenziale con “fiducia, umiltà e senso di responsabilità”. Gli servirà anche molta pazienza. McCain dovrà infatti convincere a votare per lui la base conservatrice del GOP, che non lo ha mai amato, senza alienarsi gli indipendenti (tradizionalmente suoi estimatori), specie in un’elezione, come questa, che si deciderà al centro.
L’equazione non è di facile soluzione. McCain ha fatto capire più volte che la guerra al terrorismo e l’Iraq saranno cruciali nella sua strategia elettorale. Su questi punti, però, rischia di essere associato, nella percezione dell’opinione pubblica, all’impopolare Bush (32 per cento di consenso secondo gli ultimi sondaggi Gallup, anche se tra i Repubblicani mantiene ancora il 73 per cento di gradimento).
Non a caso, subito dopo l’endorsement del presidente, il partito Democratico ha sferrato una serie di attacchi velenosi: “John McCain offre un terzo mandato a George W. Bush”, ha insinuato in una nota il “Democratic National Committee”.
E, intanto, è partita la campagna “McSame” volta a dimostrare che McCain e Bush sono la stessa cosa. Destino paradossale: McCain, nel 2000, è stato il più duro avversario di Bush per la conquista della nomination repubblicana. In questi ultimi anni al Senato, poi, è entrato in rotta di collisione molte volte con l’amministrazione Bush anche su temi forti come la tortura nei confronti dei terroristi e la gestione del dopoguerra in Iraq.
Proprio il rapporto “scottante” con lo scomodo presidente rappresenta un dilemma nella marcia di avvicinamento a Pennsylvania Avenue 1600. Bush e McCain ne sono consapevoli. Nella conferenza stampa organizzata, mercoledì, al Rose Garden della Casa Bianca, in occasione dell%E2
