Mediaset vs Vivendi, Confalonieri: “Scalata ostile”

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Mediaset vs Vivendi, Confalonieri: “Scalata ostile”

19 Dicembre 2016

L’ascia di guerra tra Mediaset e Vivendi dopo la scalata dei francesi di Bolloré al gruppo italiano non è stata sotterrata. L’incontro tra Pier Silvio Berlusconi e Arnaud De Puyfontaine non placa gli animi e Fedele Confalonieri definisce “una scalata ostile” quella dei francesi. “Ci sentiamo supportati perché il Governo sta agendo in modo molto corretto e  anche molto deciso”, ha aggiunto il manager Fininvest. E’ l’intervista rilasciata da Arnaud De Puyfontaine al Corriere della Sera ad aver irritato la controparte italiana. “Gravi affermazioni”, quelle di Puyfontaine, dicono da Cologno Monzese, che “troveranno adeguata replica”.

Mediaset ha rispedito indietro l’offerta di un progetto comune, “non esiste alcuna trattativa”. “La società ha ribadito le proprie posizioni, tenendo conto che è suo dovere tutelare gli interessi della società e di tutti i suoi azionisti, non solo di chi detiene il 20% delle azioni”. Per Mediaset va prima risolto il nodo della discordia, Premium. Per De Puyfontaine, Vivendi si è tirata indietro su Premium “perché abbiamo scoperto di aver firmato un’intesa diversa da quanto ci era stato detto”. “I fatti sono che avevamo un contratto e non lo hanno rispettato,” ha ribattuto Confalonieri. “Adesso dire che quel contratto fosse sbagliato è assurdo, sbagliato su che che cosa? Hanno fatto loro le due diligence quindi dovevano accorgersi se c’erano cose che non andavano”. Dire adesso “siamo stati imbrogliati” viene insomma visto come un pretesto.

Fininvest continua quindi a tenere la barra dritta, in attesa di capire se il rastrellamento di azioni Mediaset sia solo l’antipasto di un’ulteriore azione ostile. “Avremmo potuto lanciare una Opa, e abbiamo i mezzi per farlo”, ha aggiunto  De Puyfontaine. Nei prossimi giorni, dunque, occhi puntate sulle carte portate dagli avvocati del Biscione alla Consob e in Procura, dove è aperta un’inchiesta per manipolazione del mercato. All’orizzonte c’è sempre l’ipotesi di sequestro cautelativo delle azioni Mediaset in mano a Vivendi. Le diplomazie intanto si muovono. Tra Silvio Berlusconi e Vincent Bolloré, dicono i bene informati, a mediare potrebbe essere Tarak Ben Ammar, imprenditore amico dei due contendenti.

Resta il fatto che l’atteggiamento di De Puyfontaine, con la intervista al Corriere e le voci messe in giro su un nuovo presunto accordo tra Vivendi e Mediaset, sembrano tanto un altro tentativo di manipolare il mercato e giocare sulle quotazioni del titolo Mediaset in Borsa. La scalata di Vivendi a Mediaset continua dunque a preoccupare politica e mondo economico italiano.