Medvedev-Putin, un nuovo tandem per la Russia di sempre
12 Maggio 2008
di Redazione
Subito dopo la sua investitura,
il nuovo presidente russo Dimitri Medvedev ha proposto l’ex presidente Vladimir
Putin come candidato primo ministro. Alla votazione la Duma era al completo,
tutti i deputati erano presenti. Putin ha ottenuto 392 voti a favore, mentre i
56 deputati comunisti hanno votato contro.
Il leader del gruppo dei
comunisti, Gennadij Zjuganov, ha chiamato gli anni della presidenza Putin il
periodo delle “possibilità perse”, accusando il neo premier di violazione delle
regole democratiche e di incapacità di contrastare l’aumento dei prezzi.
Secondo Zjuganov, Putin è stato semplicemente fortunato perché nei suoi otto
anni di presidenza non ci sono stati inverni particolarmente freddi e neppure
un anno di siccità, soltanto una pioggia di petrodollari. D’altro canto, Putin,
oltre a lamentarsi di aver lavorato come uno “schiavo in galera” al Cremlino,
ha ribattuto che le critiche dei comunisti erano dovute non ai difetti, bensì
ai successi del governo che hanno drasticamente ridimensionato l’influenza e le
ambizioni politiche dei comunisti.
I media di tutto il
mondo ora cercano di prevedere quale sarà il funzionamento del duo
Medvedev-Putin, già ribattezzato dai giornalisti russi “tandemocrazia”. Cosa si
può dedurre dalle prime dichiarazioni dei nuovi leader? Medvedev ha ribadito quanto
detto finora, e cioè di allargare le libertà civili ed economiche creando “ampie
possibilità di autorealizzazione per cittadini liberi e responsabili per il
benessere del paese e il proprio successo personale”. Ha di nuovo promesso di
mettere fine al “nichilismo giuridico” senza indicare, però, che cosa in
concreto vuole intendere con questa espressione.
Putin, nell’incontro
con i deputati della Duma prima del voto, ha promesso di combattere
l’inflazione, la povertà, la corruzione, il fumo e l’alcolismo. In particolare,
vorrebbe imbrigliare l’inflazione, riducendola dal 13 percento a una singola cifra,
anche se la sua promessa di quasi raddoppiare i salari minimi difficilmente sarà
compatibile con la lotta all’inflazione, così come la recente decisione presa dal
governo nel suo ultimo giorno di vita Zubkov di aumentare le tariffe di petrolio,
gas ed elettricità. In quest’ottica, va anche considerato che nei primi quattro
mesi del 2008 i prezzi dei prodotti alimentari sono cresciuti del 6,3 percento
contro l’aumento del 4 percento nello stesso periodo del 2007.
Un’altra priorità
indicata da Putin è la diminuzione della pressione fiscale nel settore
estrattivo per stimolare l’aumento della produzione del petrolio. La Russia,
secondo Putin, nell’arco dei prossimi 10-15 anni diventerà uno dei paesi con il
più alto standard di vita del mondo, sorpassando la Gran Bretagna. Campa
cavallo che l’erba cresce, potrebbe dire un cittadino russo qualsiasi, che
statisticamente consuma una quantità doppia di alcool e di sigarette rispetto
alla media dei paesi sviluppati, e la cui aspettativa di vita è la più bassa d’Europa.
Le promesse del nuovo premier diventano più concrete quando si tocca la
situazione dell’esercito. Verso il 2012 dovrebbe essere risolto il problema degli
alloggi per i militari smobilitati e dovrebbe essere creato un fondo premi per
i militari delle forze strategiche nucleari che stanno all’erta 24 ore al
giorno per difendere il territorio russo non si sa da chi.
Ad ogni modo, la vera
distribuzione dei ruoli tra Medvedev e Putin potrà essere capita soltanto dopo
l’annuncio della composizione del nuovo governo e della nuova amministrazione
presidenziale. Il tandem mantiene finora uno stretto riserbo sugli spostamenti
dei quadri dirigenti. Gli analisti ben informati seguono le sorti del ministro
delle Finanze Kudrin e dei capi dell’apparato amministrativo presidenziale
Secin e Surkov. Le nomine di un nuovo capo dell’apparato presidenziale e del
nuovo capo del FSB, il servizio di sicurezza federale, dovrebbe chiarire il
nuovo equilibrio di potere al vertice del Cremlino. Infine, a proposito del
nichilismo giudiziario, la serietà delle intenzioni di Medvedev si potrà
misurare grazie a un facile test. Di fronte alle numerose richieste di
amnistiare Khodorkovsky e i suoi collaboratori rinchiusi in una prigione
siberiana sulla base di accuse palesemente false, Putin in una delle ultime
conferenze stampa ha risposto che la decisione potrà prenderla soltanto il
nuovo presidente. Ecco un gesto che potrebbe compiere Medvedev per dare
conferma della sua fama di presunto fautore di libertà e democrazia.
