Mentana: Veltroni mi ha chiamato Berlusconi no
17 Febbraio 2009
di Redazione
"Alcuni politici si sono fatti sentire con telefonate educate, tra questi il capo dell’opposizione. Non ho ricevuto una chiamata da Berlusconi, però». È quanto rivela Enrico Mentana nel corso della trasmissione ‘Te lo do io Tokyò su Radio Centro Suono Sport. Quanto alla sua collocazione in azienda, «non penso di avere un futuro a Mediaset, per come sono andate le cose», afferma. «Ho preso la mia decisione e le mie dimissioni da direttore editoriale di Mediaset sono state accettate in mezzora e trasformate in licenziamento. Adesso sto a casa".
Mentana ribadisce: "Mi sembrava paradossale che, di fronte ad un momento così drammatico, si facesse finta di nulla. Mi ero ripromesso di chiedere spiegazioni ed arrivare ad una chiarificazione. Quella sera avevo la televisione accesa. Quando ho visto una giovane piangere a dirotto, in diretta, ho pensato che fosse stata data la notizia di Eluana. Lei, invece, si disperava perchè le avevano appena comunicato che era stata cacciata dalla casa del ‘Grande Fratellò. È stata quella la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non potevo crederci. Per diciotto anni ero stato un punto di riferimento per l’informazione su Canale 5 e c’eravamo sempre comportati in modo diverso. Come direttore editoriale, non potevo tollerare una scelta simile. Sapevo che la mia decisione avrebbe potuto creare imbarazzo.
Di fronte a simili gesti si è soli, non si cerca la solidarietà dei colleghi. Se uno fa una cosa, se ne prende la responsabilità. In questo caso, ho agito per una questione di principio. Io non amo il vittimismo -continua Mentana- Ho sempre gestito contenitori di informazione volutamente liberi, da me si poteva fare di tutto, anche ospitare Di Pietro. Nel teatro della democrazia ci deve essere spazio per tutti. Come professionista e giornalista non sono neppure andato a votare. Se ho pestato i piedi politicamente, l’ho fatto dal primo giorno fino all’ultimo".
