Meredith. Il processo prosegue, in aula il filmato della scientifica

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Meredith. Il processo prosegue, in aula il filmato della scientifica

08 Maggio 2009

La Corte d’assise di Perugia ha stabilito che i testi non possano essere sentiti su quanto riguarda l’ultima parte del filmato prodotto dalla polizia scientifica. Il rinvio delle testimonianze previste per oggi era stato chiesto dai difensori dei due imputati. È stata rinviata invece a dopo il 20 maggio la deposizione della biologa Patrizia Stefanoni che doveva comparire domani davanti alla Corte.

È infatti ripreso stamani davanti alla Corte d’assise il processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher avvenuto nel capoluogo umbro nella notte tra il primo e il 2 novembre del 2007. Entrambi gli imputati, che si proclamano innocenti, erano presenti in aula.

In programma tra oggi e domani sono le deposizioni di otto esperti della polizia scientifica citati come testimoni dai pubblici ministeri della polizia scientifica. Il primo a essere chiamato in aula è stato il sostituto commissario Maurizio Arnone che si è occupato degli accertamenti eseguiti sulle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza del parcheggio antistante alla casa del delitto.

Durante la sessione è stato proposto in aula – anche grazie all’intervento tecnico di Raffaele Sollecito, laureato in informatica –  il filmato relativo al secondo sopralluogo della polizia scientifica compiuto il 18 dicembre del 2007 nella casa dove venne uccisa Meredith Kercher. La visione delle immagini era stata chiesta dal pm Manuela Comodi in occasione della prima testimonianza di oggi.

Il magistrato ha però incontrato alcune difficoltà nella riproduzione attraverso il pc. Per risolvere l’inconveniente è quindi intervenuto Sollecito e la sua difesa ha messo a disposizione un computer portatile con il quale è stato proposto in aula parte del filmato (è stato lo stesso imputato a curare la riproduzione in base alle indicazioni delle parti). Le immagini, tra l’altro, riguardano le operazioni con le quali il personale della scientifica aveva recuperato il frammento di reggiseno della vittima sul quale sono state trovate le tracce del Dna di Sollecito.