Merito, efficienza, selezione: ecco come sarà la nuova Regione

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Merito, efficienza, selezione: ecco come sarà la nuova Regione

28 Marzo 2012

Merito, selezione, efficienza, trasparenza e formazione. Chiari e indiscutibili i principi sui quali costruire la nuova struttura organizzativa della Regione Abruzzo. Un svolta che non è avventato definire “epocale”, per ripetere le parole usate dal presidente della Regione Gianni Chiodi. Questo – è importante sottolinearlo –non significa che ci saranno licenziamenti, ma semplicemente, che le cose verranno fatte “meglio e con meno personale”. “Il turnover sarà rallentato – spiega ancora Chiodi -; rispetto a quando siamo entrati, i dirigenti sono scesi da 127 a 85 e i dipendenti da 1648 a 1500”.

In realtà la riforma è racchiusa in due provvedimento separati, uno legislativo, l’altro amministrativo, ma comunque il risultato finale è quello di un’innovazione importante che va nel senso di una modernizzazione di tutta la struttura amministrativa regionale. Lo spiegano all’unisono il presidente Chiodi e l’assessore al Personale, Federica Carpineta: “Nella legge – sottolineano – non si farà più riferimento alla pianta organica di diritto ma al fabbisogno con il tetto di spesa raggiunto nell’anno precedente con l’obiettivo di una continua riduzione grazie a processi di innovazione, organizzazione e informatizzazione. Questo sistema permetterà di liberare risorse in bilancio regionale che potranno essere girate allo sviluppo”. Un altro passaggio importante della legge è la maggiore responsabilizzazione e valorizzazione dei dirigenti.

“Si vuole – spiega l’assessore al Personale – abbandonare la politica del tutto a tutti ma dare forza, anche economica, a quei dirigenti piu’ meritevoli e volenterosi. Al contrario verranno penalizzati quei dirigenti che si pongono anche con la semplice inerzia in contrasto con il cambiamento”. E in questa filosofia si muove anche la norma che prevede ai direttori contratti di un anno, “legando l’incarico stesso al raggiungimento degli obiettivi del programma del governo senza ingerenza della politica che dunque rimane titolare dell’indirizzo programmatico, mentre la responsabilità dell’azione amministrativa rimane in capo ai dirigenti”. Sulla flessibilità organizzativa e lavorativa la nuova legge prevede una maggiore mobilità rispetto al presente da parte dei dirigenti ed una flessibilità lavorativa del personale in termini di sede di lavoro.

Esso sarà anche, nelle intenzioni dell’assessore, un sistema aperto che prevede il confronto e l’analisi comparativa con le regioni italiane più virtuose. Il progetto il riforma della legge 77 guarda poi con attenzione alla trasparenza e al merito e formazione. Sul primo aspetto, Presidente e Assessore non hanno esitato a parlare di “importante rivoluzione che sancisce l’imparzialità della pubblica amministrazione garantendo in questo senso il cittadino”. Il riferimento è alla razionalizzazione delle procedure concorsuali pubbliche, processo che prevede la possibilità di bandire un unico concorso dal quale possono attingere gli enti locali.

Ma un passaggio altrettanto importante per il cittadino riguarda il criterio di reclutamento delle commissioni. “I componenti saranno estratti a sorte – sottolinea l’Assessore – con la possibilità di inserire esperti di risorse umane. In questo modo si eviteranno abusi o scarsa trasparenza da parte della Pubblica amministrazione”. Il quarto pilastro della legge di riforma riguarda il merito, aspetto sul quale la Giunta regionale ha sempre avuto un occhio particolare. La legge inserisce il criterio dell’obbligatorietà della selezione per l’attribuzione di incarichi di responsabilità all’interno dell’ente e quindi di incremento della retribuzione. Diverranno rilevanti la valutazione positiva e il superamento dei corsi di alta formazione: in questo senso, la legge di riforma istituisce la "Scuola regionale di formazione e selezione" che dovrà operare con personale interno, con l’obiettivo di innovare politiche formative e di selezione. Verrà infine data forza e sostanza all’Ufficio pubbliche relazioni.

Fin qui gli aspetti essenziali contenuti nella proposta di legge, ma il processo di riforma della macchina burocratica prevede un passaggio intermedio. Si tratta della delibera della Giunta regionale, che verrà approvata nella prossima seduta, di razionalizzazione con la riduzione della dotazione organica di diritto e la riduzione dei servizi.