Messa a punto una legge-quadro su sviluppo e semplificazione
21 Novembre 2011
Csl, che sta per Contratto di Sviluppo Locale. Che raddoppia con il Crp, Contratto di Riqualificazione Collettiva. E’ racchiuso il queste sei lettere il doppio indirizzo che la regione Abruzzo vuole imprimere alla sua azione politica: le prime tre per rendere più facile lo sviluppo industriale e turistico. Le altre tre per l’altra grande rivoluzione, quella della semplificazione burocratica.
Il tutto attraverso uno strumento che già di per sé rappresenta un segnale di cambiamento e cioè una legge-quadro. Innovazioni che sono state salutate positivamente dalle parti sociali, sia da Condindustria – che però ha espresso qualche perplessità sui tempi di attuazione -, sia dalla Uil, che invece ha usato toni entusiastici parlando di aiuto concreto, e soprattutto atteso, per la crescita.
Tutto è iniziato venerdì scorso, quando la bozza di legge regionale per lo sviluppo, messa a punto dall’assessorato allo Sviluppo Economico industriale è stata inviata al tavolo del Patto per l’Abruzzo. Nel documento si fa riferimento al Csl come ad uno degli strumenti attraverso i quali la Regione si prefigge di rilanciare la crescita. Il che modo? Il Csl è la veste giuridica per la realizzazione di un programma di sviluppo, su iniziativa di una o più imprese, che possa indirizzarsi su uno dei due canali dell’industria e del turismo. In pratica attraverso il Csl saranno concesse agevolazioni (fino a 8 milioni nel primo caso, fino a 5 nel secondo) per progetti d’investimento che abbiano ad oggetto: la realizzazione di nuove unità produttive o l’ampliamento di quelle esistenti; la diversificazione della produzione di un’unità produttiva in nuovi prodotti aggiuntivi; il cambiamento del processo di produzione. Mentre le spese dovranno riguardare in generale: il suolo aziendale, le opere murarie, le infrastrutture specifiche aziendali, i macchinari, gli impianti e le attrezzature; i programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa, brevetti, licenze, know-how.
E non è tutto, perché ad affiancare e rafforzare il Csl c’è anche il Crp, il Contratto di Riqualificazione produttiva che vuole essere soprattutto uno strumento di semplificazione burocratica. Il Crp – che viene approvato con decreto del presidente della Regione – vale come una “dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza” per le opere in esso previste e determina le eventuali variazioni degli strumenti urbanistici. Ed è uno strumento di semplificazione perché con la sua approvazione “si intendono acquisiti i pareri, gli assensi, le intese, i nulla osta, le autorizzazioni e le concessioni necessarie da rendersi o da concedersi eventualmente da parte delle amministrazioni e dai soggetti pubblici sottoscrittori”. E per rafforzare questo concetto di semplificazione nel senso delle procedure e del coordinamento delle informazioni, nella bozza, c’è un’altra novità che potrebbe essere importante. E’ l’istituzione di un Osservatorio regionale sullo sviluppo industriale e della ricerca e innovazione tecnologica.
L’Osservatorio dovrebbe operare per il tramite di Abruzzo sviluppo per promuovere la circolazione e la diffusione delle informazioni e dei dati. Al di là dei contenuti, ovviamente fondamentali, è anche la forma di questa legge a incoraggiare. Il fatto, come già sottolineato, che si tratti di una legge quadro rappresenta una discontinuità con il passato. Come ha messo in evidenza il segretario regionale della Uil, Roberto Campo, “è una specie di riforma a costo zero”. “La legge- quadro – spiega Campo – ha un valore per il solo fatto di esistere perché mette ordine nel quadro normativo regionale e facilita la conoscenza delle regole per chi decidesse di investire in Abruzzo”. Giudizio positivo anche sugli strumenti della programmazione negoziata e dei Poli d’innovazione e delle Reti d’impresa. Quest’ultimo punto convince anche la più scettica Confindustria, preoccupata però sui tempi di attuazione che rischiano di vanificare tutti i buoni propositi. “Noi, come Confindustria – spiega Enrico Marramiero, presidente di Confindustria Pescara -, un paio di anni fa, avevamo proposto uno strumento diverso, incentrato su un’agenzia unica in cui potessero entrare anche le forze sociali – sindacati, associazioni imprenditoriali – per confrontarsi con la politica sui temi della politica industriale e dello sviluppo. Ci rifacevamo a un modello preso da altre leggi simili a questa, varate in regioni del Nord”.
Oltre ai tempi a preoccupare Marramiero è anche la questione della contrattazione programmata, che è legata al tema dei tempi. “Ma se poi l’assessorato dimostrerà di avere un’organizzazione efficace capace di diradare questi dubbi, tanto meglio per tutti”, conclude. Perché il punto è uno solo: si deve intervenire velocemente. E le iniziative che mette in campo la regione ora vogliono andare davvero tutte in questa direzione.
