Messina. Il nubifragio fa salire a 9 il numero delle vittime
02 Ottobre 2009
di Redazione
Sale a 9 il numero delle vittime del nubifragio che si è abbatto la notte scosa nel Messinese provocando frane e crolli. Questo è quanto dichiarato da Gino Morabito, referente per la comunicazione della provincia di Messina per la Protezione civile della regione Sicilia,"qui a Giampilieri sono stati estratti nove corpi".
"Purtroppo – prosegue Morabito – temo che ce ne possano essere molti di più. Un costone di roccia si è staccato ieri sera intorno alle 20 e si è portato via una ventina di abitazioni. Quella era l’ora di cena. Adesso – conclude – continuano le ricerche con le unità cinofile e sono arrivati anche gli uomini dell’esercito". Poi Morabito racconta che una delle vittime, una donna, "è stata estratta senza la testa". Anche altre vittime sarebbero state devastate dalla furia delle acque e del fango.
Secondo Salvatore Cocina, il capo del Protezione civile regionale "la situazione è drammatica nel Messinese. Si scava anche con le mani senza pausa e senza fermarsi mai tra i detriti e il fango per cercare i dispersi con l’aiuto dei cani". e spiega che sono parecchie centinaia gli uomini in campo tra protezione civile, forze dell’ordine, 118, vigili del fuoco e volontari, mentre sono mobilitate squadre da Pisa specializzate nella ricerca dei dispersi: "C’è la massima mobilitazione e il massimo sforzo da tutta la regione e non solo", conclude Cocina.
Continuano ad affluire mezzi dei soccorsi verso le zone colpite dal violento nubifragio nella provincia di Messina. Da Pisa, è partito, circa un’ora fa, un C-130 con nove unità dei vigili del fuoco, due unità cinofile specializzate nella ricerca di persone. Da quanto riferiscono fonti dei Vigili del fuoco si sono mobilitate altre unità dalla Calabria mentre sono state messe in preallerta colonne mobili in almeno sette regioni del centro-sud.
È in azione anche la Capitaneria di Porto di Messina. Sono state salvate, finora, circa 50 persone, prelevate dalle spiagge e trasportate al porto di Messina e poi negli ospedali.
