Metalmeccanici, via libera al rinnovo contrattuale 2013 – 2015
06 Dicembre 2012
di Redazione
Via libera al rinnovo del contratto dei metalmeccanici. Anche stavolta un accordo separato, con la firma di Fim, Uilm e Federmeccanica ma non della della Fiom-Cgil. La Fiom, che non aveva firmato il precedente contratto del 2009, non ha neppure partecipato alla trattativa di rinnovo e ha invece organizzato manifestazioni e scioperi oggi e domani, per protestare contro le intese separate e chiedere nuove norme sulla rappresentanza.
L’intesa, valida per il triennio 2013-2015, prevede, tra l’altro, un aumento salariale complessivo medio di 130 euro agli oltre 1,6 milioni di lavoratori interessati e, per la prima volta, non comprende i lavoratori della Fiat. Il Lingotto, per volontà dell’Ad Sergio Marchionne, è infatti uscito da Confindustria per poter stipulare un contratto aziendale ad hoc nei suoi stabilimenti, sempre senza il sigillo della Fiom-Cgil.
Le novità del rinnovo.
L’aumento di 130 euro, da considerarsi lordo mensile e medio, cioè relativo al quinto livello, è il risultato della mediazione trovata tra i 150 euro di aumento chiesti da Fim e Uilm e i 125 offerti da Federmeccanica (si veda tabella in fondo al pezzo). Verrà assegnato ai lavoratori nel triennio di rinnovo in tre tranche: i primi 35 euro dal 1° gennaio 2013, altri 45 euro dal 1° gennaio 2014 e gli ultimi 50 euro a inizio del 2015.
Aumenta l’orario di lavoro che però viene bilanciato da maggiore disponibilità ad eventuali richieste di permesso da parte dei lavoratori. Infatti, vengono aumentati di 16 ore annue i limiti previsti oggi per l’orario plurisettimanale e per lo straordinario, consentendo alle aziende un mix tra questi due istituti contrattuali (fino a 120 ore annue).
Anche il capitolo Welfare contrattuale prevede diverse novità, a cominciare dall’incremento del contributo versato dalle aziende al Fondo sanitario integrativo dei metalmeccanici, che salirà fino al 108 euro annui entro il 2015. Sul fronte della tutela della malattia, aumentano i periodi di assenza dal lavoro pagati al 100%, mentre i periodi che oggi sono pagati al 50% è stabilito che vengano ora retribuiti all’80%. Dopo il 61mo giorno di assenza per malattia, ogni nuovo evento sarà considerato a se stante e quindi non cumulabile con le malattie precedenti, come era invece previsto nel vecchio contratto. Le regole precedenti penalizzavano di fatto le malattie brevi registrate nel triennio: in futuro, la malattia sarà calcolata sull’anno, con penalizzazioni a partire dal quarto evento breve (cinque giorni).
Altra importante novità è il rialzo a 485 euro l’anno della quota dell’elemento perequativo, destinata ai lavoratori che non godono della contrattazione aziendale. Infine, l’accordo recepisce anche norme della riforma Fornero sull’apprendistato, il part-time e i contratti a termine.
Le reazioni.
Fatto un buon contratto. Lo ha detto Raffaele Bonanni, aggiungendo «un aumento medio di 130 euro ci permette di dire che è un buon risultato». Il segretario generale della Cisl ha evidenziato che il contratto si è fatto «secondo gli impegni che avevamo preso con Confindustria con l’accordo del 28 giugno, firmato da tutti i sindacati, compresa la Cgil. Il fulcro dell’attività sindacale è il livello nazionale ma è soprattutto a livello aziendale che si può migliorare il salario», ha aggiunto Bonanni, «mentre il parlamento voterà la detassazione dei premi di produttività». Alla domanda se considera la Fiom rigida: «lo dico», ha risposto Bonanni, «perché i fatti dicono questo: la Fiom per l’ennesima volta ha dimostrato di non voler rinnovare il contratto perché va dietro la sua opinione che i contratti non si fanno con le aziende. Invece si fanno con la controparte».
Salario “fresco” nelle tasche dei lavoratori, che permetterà di guardare al nuovo anno con più fiducia. Lo ha sostenuto Rocco Palombella che, dunque, reputa che l’accordo darà «una nuova speranza e una possibilità di guardare al 2013 con un occhio diverso nonostante la crisi». Perché la firma del contratto «da garanzie da un punto di vista economico, normativo e politico». Da oggi in poi il segretario generale della Uilm si aspetta «dai lavoratori e soprattutto dalle imprese, che erano le più titubanti a rinnovare, la certezza di una programmazione anche per i prossimi anni» per poter dare una possibilità di rilancio al Paese. Un rilancio, ha detto ancora, «non solo nazionale ma, anche, internazionale». Questo contratto, infatti, «contiene una risposta alla produttività», quella stessa che chiedevano anche le multinazionali estere per tornare a investire in Italia.
«Non abbiamo firmato perché siamo stati esclusi: non ci hanno invitato». E’ quanto sostenuto da Maurizio Landini, leader della Fiom, a Tgcom24. «Questo è il primo frutto avvelenato dell’accordo separato sulla produttività e siamo davanti ad una violazione della democrazia. Più che un accordo», ha aggiunto Landini, «è stata la lista delle richieste di Federmeccanica. Questo è un accordo che fa comodo solo alle imprese», ha concluso Landini «e che usa la crisi per estendere a tutti il modello Fiat».
«Accordo separato accordo», è quanto dice lo striscione che aprirà stamani (6 dicembre NdR) il corteo della Fiom a Torino nell’ambito dello sciopero generale di 8 ore. In testa ci saranno i lavoratori della De Tomaso perché, ha spiegato il segretario nazionale Giorgio Airaudo, sono i primi a rischiare i licenziamenti dal momento che a luglio scade la cassa integrazione.
Tratto da amicimarcobiagi
