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Mettersi in gioco per rafforzare il Pdl e ritrovare le radici comuni

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Radicarsi sul territorio. Essere vicini alla gente e ai suoi bisogni. Insomma, fare in modo che sia chiara e forte la sensazione che il partito, il Pdl, è fatto dal popolo e per il popolo. Lo dice chiaramente il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Nazario Pagano, che ieri ha aperto l’incontro dibattito che si è svolto a Pescara, all’Auditorium Petruzzi, nel cuore del centro storico. Ospite d’onore il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello.

Una visita molto attesa la sua. Perché sul territorio il partito è in fermento. C’è voglia di fare, di crescere, di voltare pagina e di guardare al futuro. Ed infatti ad accoglierlo c’è lo stato maggiore del Pdl locale. Accanto a Pagano ci sono il coordinatore regionale Filippo Piccone, il capogruppo del Pdl Lanfranco Venturoni, l’assessore regionale Alfredo Castiglione, il coordinatore provinciale del Pdl teramano e senatore Paolo Tancredi. E tra le prime file i consiglieri regionali Federica Chiavaroli, Alesandra Petri, Riccardo Chiavaroli, il presidente della Provincia Guerino Testa, l’assessore provinciale al Lavoro, Antonio Martorella i consiglieri provinciali, Vittorio Catone, Sergio Fioriti, e ancora l’assessore allo sport del comune di Pescara Nicola Ricotta e tanti altri.

Sul tappeto c’è soprattutto l’impegno del tesseramento. Si guarda ai congressi e, come sottolinea Pagano, all’elaborazione di “regole certe e perciò da rispettare”. Ma la parola d’ordine è anche un’altra, è il richiamo all’unità, tanto più necessaria in un momento di difficoltà che non è solo politica ma anche e soprattutto sociale, come quello che sta attraversando l’Abruzzo. “Rifuggiamo le logiche conflittuali – ha sottolineato Pagano – perché il partito ora deve rimanere unito. E il più significativo contributo alla costruzione adesso è proprio l’impegno al tesseramento, per contrastare il vento dell’antipolitica”.

Parole riprese dal senatore Filippo Piccone che riconosce la difficoltà oggettiva di procedere al tesseramento in una fase delicata come quella attuale. “Ma bisogna avere la capacità di guardare oltre – ha spiegato – perché questa è la politica, è cioè la capacità di progettare e di guidare il cambiamento. E quindi dobbiamo far capire alla gente che al di là di un leader c’è un’intera classe dirigente che lavora ogni giorno. E che ha raggiunto risultati importanti, che sarebbe demagogico non riconoscere”.

E dalla difficoltà, davvero straordinaria, dell’attuale momento storico è partita anche l’analisi di senatore Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo del Pdl al Senato. “Siamo davanti alla crisi più dura che si sia mai verificata dopo il 1929 – ha ricordato -. Perché è una crisi non solo economica, ma anche sociale”. Quello che è in discussione, in fatti, è un intero sistema, un “paradigma” per usare le parole del senatore. “L’Italia introietta il dualismo della crescita Europea, divisa tra Nord e Sud e prepariamoci ad affrontare mesi ancora difficili, di tensioni sociali e politiche”. Il riferimento passa immediatamente alle vicende attuali. Del resto per il vicepresidente dei senatori non c’è soluzione di continuità: “la situazione sta pericolosamente degenerando – avverte – perché ci sono in movimento forse interne ed esterne. Stiamo assistendo ad un gioco tra procure che sta assumendo un carattere grottesco. Assistiamo al dibattito in corso a Todi e ci rendiamo conto che ci sono principi sui quali non si può negoziare. Come dire: stiamo attraversando un momento cruciale che purtroppo arriva nel momento peggiore”.

Ma proprio questo, se possibile, deve rappresentare uno stimolo, perché se è vero che questo malcelato attacco politico e la crisi sono le due facce di una stessa medaglia, è arrivato per, il Pdl, il momento di guardarsi dentro e di capire “se è stato creato qualcosa che resiste o se siamo destinati ad essere solo un episodio. E quindi destinati alla stessa sorte ingrata di grandi predecessori come De Gasperi, Moro, Craxi, Andreotti”. Ovvio che no, non è questo ciò che è scritto nel futuro del Pdl. Ma per smentire quanti hanno già prematuramente scritto la parola fine sotto questa esperienza politica bisogna concentrarsi su due elementi. “Il primo è il partito, che - spiega Quagliariello –deve essere definito meglio, rimarcando gli obiettivi e i valori, che sono quelli del fare, del buon governo, del servizio alla gente. E’ un compito che ci spetta e dal quale non possiamo esimerci: dobbiamo dare maggiore fondamento a ciò che ci ha tenuti insieme. Il secondo – continua - consiste nel dimostrare che abbiamo delle radici, che abbiamo una storia, e che in base a queste radici e a questa storia si è formata una classe dirigente”. Dalle parole ai fatti, questo impegno si traduce nella sfida del tesseramento. “E’ importante partecipare ed essere in tanti – conclude Quagliariello – perché davanti alla nostra compattezza anche gli attacchi esterni diminuiranno. E’ il momento di metterci davvero in gioco. Ma soprattutto, è il momento della responsabilità”.

 

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