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L’appello degli intellò

Mi avete convinto, il 25 aprile andrò sul balcone e…

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Va bene, mi avete convinto.

“Bella ciao” non è la mia canzone, è diventata un refrain divisivo, brandito da chi legge e racconta la storia con un occhio solo, quello sinistro. Il 25 aprile, quando l’Anpi chiamerà a raccolta gli italiani per intonare “Una mattina mi son svegliato” dai balconi, avevo dunque deciso di starmene rintanata in casa. Però mi avete convinto.

“Bella ciao” non è la mia canzone. E’ l’inno di battaglia di chi non riconosce dignità al sangue dei vinti e ammette solo la narrazione dei vincitori, e a me stare per forza sul carro dei vincitori e dimenticarne le atrocità non è mai piaciuto. Il 25 aprile avevo dunque deciso di mettermi i tappi alle orecchie. Però mi avete convinto.

“Bella ciao” non è la mia canzone. E’ ormai vessillo di un’ideologia che detiene il record delle vittime uccise in suo nome in quel secolo sanguinoso che è stato il Novecento. Il 25 aprile avevo dunque deciso di impiegare il mio tempo ricordando i milioni di morti seppelliti dai totalitarismi di ogni colore, anche quelli cancellati dai libri di storia e orfani di cortei e celebrazioni. Però mi avete convinto.

“Bella ciao” non è la mia canzone. E’ il marchio distintivo di un’associazione che propala assurdità sulle foibe ed evidentemente antepone la partigianeria all’amor di patria. Il 25 aprile avevo dunque deciso di restarmene chiusa in sdegnato silenzio. Però mi avete convinto.

“Bella ciao” non è la mia canzone, ma se a rivolgerti un appello sono fra gli altri Eugenio Scalfari, Elsa Fornero, Romano Prodi, padre Antonio Spadaro, Fabio Fazio, Maurizio Landini, tutti a chiedere di riunirsi in una piazza virtuale con il certamente nobile scopo di raccogliere fondi per la Croce Rossa e la Caritas, e con l’occasione intonare il canto partigiano per combattere uniti contro il riscaldamento del pianeta, non si può restare indifferenti.

Mi avete convinto. Il 25 aprile farò un versamento di beneficienza e poi andrò anch’io sul balcone. Bisogna solo che mi ripassi bene “Il mio canto libero”.

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