L'intervento

“Mi inginocchio davanti alla Segre: ma quella mozione è un minestrone”

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L’Olocausto degli Ebrei è forse in assoluto la più grande tragedia della storia dell’umanità, e l’antisemitismo un cancro ancora oggi diffuso e praticato contro gli ebrei e contro lo stato di Israele.

Proprio perchè sono da sempre schierato senza se e senza ma dalla parte degli ebrei e di Israele non posso condividere le opinioni del mio amico Castagnetti sul testo della mozione approvata dal Senato per l’istituzione di una commissione contro l’odio, con prima firmataria Liliana Segre.

Sono davvero addolorato infatti dalla approvazione di un testo che mette sullo stesso piano fenomeni del tutto diversi, arrivando addirittura a minacciare sanzioni per chi legittimamente ha idee diverse da quelle dei proponenti.

Forse, come spesso accade in Italia, chi ha denunciato l’astensione del centro destra la mozione non l’ha letta.

Se l’avesse fatto avrebbe scoperto che si vogliono colpire anche espressioni che ‘diffondono’ o ‘giustificano’ l’intolleranza ma anche ‘i nazionalismi, gli etnocentrismi, … gli epiteti, i pregiudizi, gli stereotipi’…

E’ previsto poi tra i compiti della commissione l”indirizzo’ ed il ‘controllo’ su fenomeni di intolleranza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche quali ‘la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche’.

Siamo di fronte ad un minestrone indigeribile dove la condanna dell’antisemitismo si disperde nel tentativo di mettere il bavaglio a tutti quelli che sui grandi temi della famiglia e del matrimonio, del diritto dei bambini ad avere un padre ed una madre, della nazionalità e di come affrontare i fenomeni migratori, la pensano diversamente dai proponenti in malafede, in un contesto nel quale la legge Mancino in vigore punisce già duramente i fomentatori di odio per motivi ‘razziali, etnici, religiosi o nazionali’.

Non mi sarei alzato in piedi in Senato per applaudire l’approvazione di quella mozione ma davanti alla senatrice Segre, della cui assoluta buona fede non ho alcun dubbio, sono pronto mille volte non soltanto ad alzarmi in piedi ma anche ad inginocchiarmi per chiederle perdono della infamità delle leggi razziali di cui è stata vittima.

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