Migranti, Alfano: Germania e  Francia con noi su equa distribuzione

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Migranti, Alfano: Germania e Francia con noi su equa distribuzione

03 Settembre 2015


 
 
"Possiamo dire, finalmente, che Germania e Francia si sono associate a noi nella richiesta di un’equa distribuzione di tutti i profughi a livello europeo". Lo afferma Angelino Alfano, ministro degli Interni, ai microfoni di RaiNews24. "A noi si puo’ chiedere di fare una battaglia in Europa per un’equa distribuzione, e la stiamo facendo ottenendo i primi risultati. A noi si puo’ chiedere di fare una battaglia per velocizzare le procedure d’asilo per chi ne ha diritto, lo abbiamo fatto e abbiamo i primi risultati- sottolinea Alfano- ma non ci si puo’ chiedere ancor oggi, di fronte alla scena di quel bambino morto in spiaggia, di fronte alla scena di donne e bambini che muoiono, di ritirare la mano se qualcuno sta per annegare in mare". Quello, stigmatizza il ministro degli Interni, "non ce lo puo’ chiedere nessuno perche’ e’ una violenza contro le nostre coscienze di uomini e non di politici o di uomini delle istituzioni".  

"Alle cifre da bollettino di guerra della crisi in corso in Europa con l’arrivo di ondate di profughi, continua Alfano ai microfoni di RaiNews24, "si risponde con una dichiarazione di guerra ai trafficanti di esseri umani. 
Noi abbiamo da tempo chiesto agli organi multilaterali internazionali di far si’ che in un quadro di legalità internazionale si possa scatenare un’offensiva contro queste ‘agenzie di viaggi’- dice Alfano- questi assassini e criminali". Perciò "dobbiamo combattere contro loro. L’Italia da sola non e’ giusto, non e’ corretto che lo faccia: lo deve fare insieme al resto della comunita’ internazionale, anche perché l’Italia oggi sta pagando il conto della Libia.  Siccome Gheddafi lo ha cacciato la comunita’ internazionale – sottolinea il titolare del Viminale – dev’essere essa a trovare la soluzione di stabilizzazione", perché "ancora oggi per noi immigrazione uguale Libia e Libia uguale immigrazione. Oltre il 90% delle partenze che arrivano in Italia avvengono dai porti libici – chiarisce Alfano – quindi per noi quello e’ il problema essenziale".