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Migranti, Alfano: La nostra posizione coincide con quella della Commissione europea

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"La nostra posizione è stata molto chiara e coincide con quella della Commissione europea e cioè realizzare quanto si è detto". Con queste parole il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha lasciato il consiglio Ue. "Chi deve fare gli hotspot, tra questi ci siamo noi, li faccia. Chi si deve prendere i migranti per il ricollocamento, lo faccia. Al tempo stesso c'è il problema dei rimpatri, di cui si deve fare carico l'Europa". "Questa è stata la posizione della Commissione, noi l'abbiamo sostenuta, siamo in piena sintonia". 

 

Durante la riunione del Consiglio Affari interni dell’Ue, oggi a Bruxelles, nel prospettare come unica soluzione l’attuazione di quanto è già stato deciso nell’approccio comunitario e nella critica alla decisioni unilaterali di alcuni Stati membri (vedi Austria) l’Italia si sarebbe trovata in piena sintonia con la Commissione europea durante la discussione sulla crisi migratoria. Almeno secondo il punto di vista di Alfano. 

 

Il ministro, inoltre, ha aggiunto:”Poi c'è tutto il problema delle regole: questo sistema di regole è adeguato per un' Europa che non c'è più. Occorre aggiornare le regole e noi crediamo che una delle prime cose da fare sarà riorganizzare il sistema di Dublino, che non funziona più, e che occorre aggiornare". Secondo Alfano ci sono stati espliciti riferimenti ai controlli di frontiera voluti dall’Austria, ma è stato discusso "il tema generale delle frontiere", ed è "emerso con grande evidenza il dissenso della Commissione, ma anche di altri paesi, circa le soluzioni nazionali, individuali, solitarie che si possono rivelare una grave illusione controproducente, mentre la strada giusta è lavorare insieme, perché solo così si può salvare l'Europa dinanzi a questo bivio decisivo". 

 

Ma il giudizio di Bruxelles sul lavoro del ministro Alfano, continua ad essere pessimo. Il governo Renzi ha fatto davvero poco sull’immigrazione  clandestina. In uno degli ultimi rapporto della Commissione Ue è emerso con chiarezza che per i richiedenti asilo da ricollocare ci sono “evidenti gravi carenze”. 

 

Il piano messo in atto fa acqua da tutte le parti. E i deficit non riguardano solo le strutture. "Nonostante il fatto che i ricollocamenti dall'Italia siano iniziati alcune settimane prima rispetto alla Grecia - fa notare la Commissione Ue - sono ancora molto indietro rispetto" all'obiettivo dei 39.600 rifugiati in due anni. Finora sono stati ricollocati solo 279 immigrati dall'Italia, con 200 richieste pendenti rimaste tuttora senza risposta.  

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