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Migranti, allarme per la Libia. Renzi: “La strada è la cooperazione”. Mogherini convoca ministri Esteri e Difesa

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Il prossimo 18 aprile i ministri degli Esteri e della Difesa dell'Unione europea si riuniranno a Lussemburgo. Nell'intervallo fra le rispettive riunioni ministeriali già in programma per quei giorni nel Granducato, per affrontare il tema della situazione in Libia. E' stata la Mogherini ad annunciare la convocazione in occasione dell'incontro fra i leader di Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Malta, che si è svolto a margine del vertice Ue-Turchia su iniziativa del premier David Cameron. 

 

Le fonti europee riferiscono che il senso dei colloqui in questo formato ristretto è quello di tenere alta l'attenzione anche sulla Libia, sebbene pare che la preoccupazione principale sia quella si raggiungere un accordo con la Turchia.   Dalla Libia ci sono 450 mila migranti pronti a partire per l'Europa aveva sottolineato, in una lettera inviata nei giorni scorsi a tutti i ministri degli esteri europei.   

 

Appare quindi urgente un'azione che contrasti il traffico di esseri umani, potenziando la missione navale Eunav for Med (Sophia) perché passi alla fase "2B", che prevede interventi anche sulle coste, per la quale serve il consenso delle autorità libiche. Ora un governo è in via di formazione, e l'Ue lavora già attivamente con le municipalità costiere per i possibili sviluppi della missione. Nei giorni scorsi, l'alto rappresentante ha discusso di queste prospettive, a Bruxelles, con il capo della missione, l'ammiraglio italiano Enrico Credendino. In parallelo procede il lavoro tecnico sulle sanzioni da infliggere ai tre soggetti che ostacolano la formazione del governo. Ancora, l'attività diplomatica europea prosegue anche sul fronte degli accordi con i paesi africani di origine dei migranti in passaggio dalla Libia.   

 

Queste, invece, le parole di Matteo Renzi dopo il tribolato 'sì' del Consiglio europeo all'atteso accordo con Ankara "Sia chiaro che lo stesso approccio che è stato riservato alla Turchia va garantito agli altri Paesi limitrofi. In particolare alla Libia". Chiede, poi, all’ Europa di "monitorare con attenzione" la situazione in Libia. E, nel caso di nuove ondate i migranti in partenza dalle coste del Nord Africa, "intervenire immediatamente". Con fondi, politiche di cooperazione e aiuti allo sviluppo, "non promossi da un singolo Paese ma attuati dall’Unione europea".

 

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