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Migranti, Austria: Voci su muro al Brennero false e fuorvianti

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Il presidente dell'Austria Heinz Fischer ha affermato: "Reputo false e fuorvianti le voci circa la chiusura dei confini tra Italia e Austria al Brennero.  Nonostante la crisi dei profughi, che è fonte di grave apprensione per il mio Paese, è necessario che tra Italia e Austria la circolazione delle persone e delle merci avvenga come disciplinato dai principi europei tra due paesi membri dell'Ue". E aggiunge:  "La realtà attuale però in assenza di una efficace protezione dei confini esterni europei, costringe un Paese come l'Austria a ricorrere a misure aggiuntive per impedire l'ingresso di persone di cui si ignorano identità e motivazioni, provenienti da Paesi extraeuropei, in numero illimitato. Questo è il vero problema".

Il suo Paese, spiega, "è in grado fin da ora di consentire l'ingresso controllato di circa 150 richiedenti asilo, senza pregiudicare la circolazione al confine. Il numero aumenterà ancora significativamente fino a giugno". Per poi chiarire e rispondere in qualche modo alle critiche che sono avanzate in questi giorni: "Rispettando questi obiettivi, l'Austria continuerà ad essere annoverata tra i Paesi europei che sono modello di accoglienza. E' certo però che i problemi al Brennero si ridurranno quanto più efficace sarà la protezione dei confini esterni europei, cui deve contribuire anche l'Italia, secondo le sue possibilità, così che possiamo assieme onorare i principi europei", conclude. 

Secondo l'Austria, dunque, i pericoli da scongiurare sono sotanzialmente: un Tirolo trasformato in "sala d'attesa", se il comportamento italiano non fosse abbastanza 'rigoroso' sulla gestione dei migranti in arrivo dal Mediterraneo; e gli effetti di una tendopoli per rifugiati a Koermend, in Ungheria. Angela Merkel, intanto, ha annunciato infatti il raggiungimento di un'intesa per la prima "legge sull'integrazione" del Paese. Un "passo storico", così viene presentato dai socialdemocratici, nella Repubblica federale, che nel 2015 è stata investita dall'esodo di 1,1 milioni di richiedenti asilo. La Germania, però, in realtà, tentenna, nei confronti dei partener austriaci, a prendere posizione. E il portavocce della Merkel ha commentato, così: "Non si commentano misure di altri Stati".

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ieri, ha definito «molto grave» la possibilità che l'Austria blocchi la frontiera del Brennero per fermare i migranti in arrivo dall'Italia. Aggiungendo: «Abbiamo sempre collaborato con l'Austria e mi auguro che si tratti solo di annunci simbolici e non di un blocco vero e proprio. Sarebbe negativo non solo per l'economia, ma anche un brutto segnale per l'Europa». Dall'altro lato un netto no all’accoglienza di nuovi profughi sul territorio è arrivato intanto oggi da Luca Zaia e Roberto Maroni: «Il Veneto si rende indisponibile a supportare un Governo finora incapace di regolare i flussi», ha tuonato il governatore del Veneto. A lui ha fatto eco quello lombardo che ha promesso «guerra totale se Roma manda altri immigrati».

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