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‘Migranti’, in quattro giorni oltre 10mila sbarchi e Minniti annulla viaggio negli USA

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E' approdata pochi minuti prima delle 10 al molo per le merci del porto canale di Cagliari la nave militare spagnola "Vittoria" con a bordo 903 profughi (e non 800 come inizialmente appreso), soccorsi nei giorni scorsi durante le numerose operazioni coordinata dalla Guardia costiera a largo delle coste della Libia. Qualche ora prima, oltre seicento migranti sono stati soccorsi nel Canale di Sicilia. Nella giornata di lunedì oltre 5.000 sono stati salvati al largo delle coste libiche e sono in totale 8.500 quelli raccolti dalle navi dei soccorritori in 48 ore e diretti verso i porti italiani. Erano a bordo di quattro barconi, 18 gommoni e un barchino. A trarli in salvo unità della Guardia Costiera e delle Ong e alcuni rimorchiatori. 

La situazione si fa sempre più insostenibile e Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, che ha chiesto al ministro dell’Interno, Marco Minniti, di bloccare le navi con i migranti che stanno facendo rotta verso l’Italia per chiedere all’Ue che vengano dirottate in altri porti del Mediterraneo. Il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Franco Roberti, ha ammesso che questa ondata di sbarchi può essere pericolosa: «Purtroppo sì, costituiscono una minaccia alla sicurezza del nostro Paese», ha spiegato. Ad accrescere le difficoltà, è arrivata una protesta dei migranti del Cara di Mineo che hanno bloccato la strada statale Catania-Gela contro l’applicazione di norme di sicurezza all’interno della struttura. Si tratta del centro di accoglienza più grande d’Europa con 3.000 “ospiti”.

Con oggi, da sabato, sono oltre 10.500 le persone sbarcate in quattro giorni. Difficile dire, infatti, quale sarà il destino di questa nuova ondata di sbarchi. Una tale impennata di sbarchi che ha convinto il ministro dell' Interno Marco Minniti a rientrare in Italia, e lasciare Washington dove era atteso per una serie di incontri istituzionali. 

Nel frattempo sta per andare in porto la sperimentazione del sistema Sga. "Nel momento in cui c'è uno sbarco, la direzione centrale inserisce i dati nel sistema Sga, sulla base delle quote previste dal piano di ripartizione nazionale, che vengono in automatico aggiornate, quindi c'è la possibilità di sapere quale sia la presenza effettiva nei territori e nei singoli centri". Lo dichiara Enza Maria Leone, responsabile del Sistema informatico di gestione dell'accoglienza (Sga) del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno, in un'audizione in commissione Digitalizzazione alla Camera. "La ripartizione - spiega - avviene prima a livello regionale, poi, sulla base delle quote interne a ciascuna regione, sono le prefetture ad allocare i migranti nei centri di competenza". Eppure la sperimentazione sarà più faticosa del previsto. 

"Il sistema Sga parte con la 'fotografia' della realtà in un momento dato: in questo momento gli uffici informatici hanno avviato una normalizzazione e una verifica dei dati gestiti, che sono molto complessi. Quest'attività propedeutica alla partenza del sistema - continua - sta comportando un effort maggiore rispetto alle stime, anche perché stiamo incrociando i dati che abbiamo con quelli di altre banche dati, come VestaNet e il sistema della Polizia scientifica, per una maggiore coerenza che porti a una migliore interoperabilità". Che aggiunge, "lo sviluppo del sistema Sga, secondo le ultime stime da me consultate, è costato intorno ai 300mila euro".

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