Anche nei centri sociali...

Migranti: la dura lezione di Colonia continua

8
101

“Ingenui”: si sono autodefiniti così al collettivo “Conne Island” di Lipsia, uno dei più noti centri sociali tedeschi. Motivo? Le serate organizzate per i migranti che richiedono asilo finite nel peggiore dei modi, cioè costretti addirittura a chiedere aiuto alla polizia. “Approcci sessisti e aggressioni corporali sono avvenuti da noi e in altri locali, e di frequente – anche con la conseguenza di indurre molte donne a rinunciare a partecipare, per evitare molestie e litigi”.

Un “effetto Colonia” (ricordando le pesanti aggressioni a sfondo sessuale avvenute lo scorso capodanno da parte di gruppi di stranieri nei confronti delle donne nella piazza tedesca) esteso anche a omo e transessuali, condito da sbronze di gruppo e risse furibonde, ma non solo. Quelli di Conne Island si lamentano anche di molti “zelanti antirazzisti che hanno rimproverato i nostri uomini del servizio d’ordine” se osavano riprendere un migrante, e denunciano la banalizzazione delle aggressioni sessuali, con “giustificazioni para-culturali (che ne sanno che non si trattano così le donne?)”.

Onore al merito ai gestori del centro sociale tedesco (e a Repubblica che ha riportato la notizia), che hanno cercato di aprire un dibattito a sinistra, ammettendo il fallimento pure di questo tentativo: dopo vari incontri con gestori di locali in cui si erano verificati episodi simili “tutti i partecipanti erano incerti su come condurre una discussione pubblica di questo tipo senza rischiare toni razzisti”. 

La verità è che l’immigrazione non è “solo” una questione di aprire le porte a chi scappa da guerre, fame e miseria. Magari fosse la favola dei “buoni” che accolgono altri “buoni” che scappano dai “cattivi”, e vissero tutti felici e contenti. I migranti non sono numeri ma persone, e in quanto tali portano con sé la loro storia, cultura, tradizione, che si confrontano necessariamente con la nostra storia, cultura e tradizione: bisognerà pure cominciare a riconoscere che non sono tutte uguali, e ce ne è qualcuna peggiore e qualcuna migliore, usando proprio questi aggettivi.

Bisognerà pure cominciare a giudicare pubblicamente un comportamento sbagliato, e punirlo, distinguendolo da uno rispettoso, senza timore di passare per razzisti. Non è con il politicamente corretto che si affronta il problema dell’immigrazione, altrimenti, nella migliore delle ipotesi, succederà come nei centri sociali tedeschi dove, a malincuore, hanno dovuto ammettere che “la socializzazione molto autoritaria e patriarcale tipica di alcuni paesi di origine dei profughi e la liberalità della cultura (e festaiola) occidentale possono creare anche da noi un miscuglio esplosivo”.

E’ fondamentale prendere consapevolezza di questa realtà, se non vogliamo ridurci tutti, come al Conne Island, al paradosso di dover chiamare la polizia per evitare lo scontro di civiltà. 

 

  •  
  •  

8 COMMENTS

  1. Migranti, dura lezione ecc.
    Si sapeva da tanto tempo, eravamo stati preavvisati da elementi sia musulmani che comunisti che l’Europa avrebbe subito un’invasione non belligerante, con spese a carico degli europei. Proprio poco fa su FB è circolata una frase di Platone che rispecchia esattamente la situazione d’oggi, denunciando la ricerca di voti come causa di inquinamento della democrazia, con un finale, prima che sangunoso, ridicolo. Stiamo importando nemici coperti da scudi umani, i poveri. Il rimpatrio verso certi Paesi è impossibile per il rifiuto di accogliere i propri cittadini espatriati, motivando una fantastica mamcanza di accordi internazionali.

  2. Educazioni diverse
    Come non dare ragione? Oggi mi sono presa della razzista e della finta cattolica perchè ho osato far notare che non è accettabile in una sala di attesa di un ufficio pubblico vedere tre sedie su 4 occupate da ragazzi non italiani con cuffie e smart mentre erano in piedi diverse signore fra cui due anziane e visibilmente in difficoltà. Non l’avessi mai detto o meglio mai scritto, è partita la ronda di sinistra subito pronta a puntare il dito sulla mia ipocrisia e mancanza di carità.

  3. Di testimonianze……………………….
    Gentile Sig.ra Morresi,
    di esempi anche peggiori in Germania come in Svezia ed altri paesi europei ce ne sono innumerevoli.
    Esiste un sito internazionale che non passa giorno che porta testimonianze molto forti, comprese quelle delle varie polizie, dello scempi che accadono nell’Europa intera con la completa colpevolezza ignobile degli stessi politici e le magistrature ben ammaestrate.

    A mio avviso ormai questi hanno perso completamente la testa in nome del politicamente corretto e molto presto si potrebbero verificare reazioni inaudite. I primi esempi stanno già avvenendo ovunque. La domanda che viene subito in mente è la seguente: chi c’è dietro la regia, perché esiste una regia e una volontà ben precisa, di tutto ciò che sta accadendo messo regolarmente a tacere e quali sono le motivazioni?

    Non credo sia difficile darsi una risposta in quanto è evidentissimo, solo che si voglia essere onesti intellettualmente con se stessi.
    La mia non è dietrologia o complottismo ma sano realismo. E poi accusano gli altri di populismo. Evviva!

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here