Migranti, Tusk: “Chiudere la rotta del mediterraneo centrale”. Intanto la Commissione bacchetta l’Austria sui ricollocamenti

LOCCIDENTALE_800x1600
LOCCIDENTALE_800x1600
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Migranti, Tusk: “Chiudere la rotta del mediterraneo centrale”. Intanto la Commissione bacchetta l’Austria sui ricollocamenti

03 Aprile 2017

“Con una riduzione del 98% la rotta migratoria dei Balcani occidentali è stata virtualmente chiusa. dobbiamo raggiungere lo stesso risultato sulla rotta del Mediterraneo centrale“. Parola del presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk che è tornato a parlare di migranti, uno dei temi caldi dell’agenda europea dopo la Dichiarazione di Roma, a margine dell’incontro con il premier sloveno Miro Cerar, a Lubiana.

Inutile dire che un tema spinoso in materia è la questione dei controlli interni temporanei nell’area Schengen. Il 25 gennaio, infatti,  la Commissione europea aveva raccomandato al Consiglio europeo di autorizzare Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia a mantenere i controlli temporanei in vigore presso determinate frontiere interne Schengen per altri tre mesi. La Slovenia, invece, si è mostrata più volte contraria alla decisione della Commissione. Di qui l’importanza della visita di Tusk che non ha mancato di tendere una mano al premier sloveno dichiarando che, visti i risultati positivi nella rotta balcanica, “comprendo la riluttanza slovena di fronte alla decisione di mantenere, seppur temporaneamente, i controlli interni alle frontiere Schengen. Tuttavia – ha aggiunto Tusk – stiamo esplorando tutti i modi per tornare alla normalità, al più presto”.

Intanto, sul tema dei ricollocamenti dei migranti da Italia e Grecia, tiene ancora banco il rifiuto dell’Austria che, con una lettera alla Commissione, ha chiesto ufficialmente di essere esclusa dallo schema della “relocation”. Secca la risposta della Commissione: “È arrivato il momento che gli Stati attuino gli impegni presi. Hanno il dovere politico, legale e morale di farlo. La Commissione Ue è pronta a discutere con l’Austria di come può assisterli nel fare progressi per rispettare i propri obblighi legali, considerando l’importante solidarietà dimostrata dall’Austria in passato” ha dichiarato il portavoce della Commissione Ue per la Migrazione Natasha Bertaud a chi chiede quale risposta Bruxelles intenda dare alla lettera di Vienna.

In attesa di capire come Tusk e l’establishment europeo intendano chiudere la rotta del Mediterraneo centrale, i timori sloveni e il rifiuto austriaco dimostrano che sul tema tutto ci sia tranne che “unione”.