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Migranti, via libera della Camera al decreto Minniti

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Con 240 voti a favore e 176 contrari, la Camera dei Deputati ha dato il via libera in via definitiva al decreto Minniti in materia “di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell'immigrazione illegale".

Diverse le novità introdotte dal decreto come l'apertura di nuovi centri chiamati CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio), che non avranno nulla a che vedere con i vecchi CIE (Centri di identificazione ed espulsione) e saranno monitorati quotidianamente da varie realtà e istituzioni umanitarie. I nuovi centri saranno circa 20, in pratica uno per ogni regione, per un totale di 1.500-1.600 posti.

Per le richieste di asilo, il decreto prevede l'annullamento del secondo grado di giudizio in caso di negazione del diritto (resta il solo ricorso in Cassazione), la semplificazione di una serie di procedure che riguardano le notifiche dei provvedimenti da parte delle forze di polizia ai migranti, la possibilità di iscriversi all'anagrafe solo con il permesso di soggiorno regolare.

L’iter per i rimpatri, invece, stando a quanto previsto dal provvedimento,  sarà più snello:  l'obiettivo è costruire un sistema di cooperazione con i paesi di provenienza attraverso accordi bilaterali, come già fatto con la Libia, il Niger, il Sudan o la Tunisia. Per quanto riguarda, ancora, il complesso tema dell'accoglienza, il governo punta su un modello più possibile incentrato su quello "diffuso e integrato" con gli enti locali, seguendo quanto già fatto con il sistema Sprar.

Presso le Commissioni di merito per l'accoglimento della richiesta di asilo o protezione umanitaria, vengono istituite 26 Sezioni specializzate al posto delle 14 originariamente previste, tante quante le sedi di Corte d`Appello. Alle Sezioni, già competenti in materia di accertamento dello stato di apolidia, è stata, inoltre, attribuita la competenza in materia di accertamento dello stato di cittadinanza italiana. 

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