Milano. Blitz alla Innse Presse durante sgombero, scontri operai-polizia

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Milano. Blitz alla Innse Presse durante sgombero, scontri operai-polizia

02 Agosto 2009

Un blitz nella prima domenica di agosto. All’alba di questa mattina è cominciato lo smantellamento della Innse Presse, l’azienda di Lambrate presidiata da più di anno da una cinquantina di operai che chiedono di poter continuare a lavorare. Operai che oggi si sono visti arrivare altri operai, scortati dalle forze dell’ordine, incaricati di smontare una ad una le attrezzature.

In una Milano calda e quasi deserta, questa mattina polizia e carabinieri sono arrivati per eseguire, non senza qualche momento di tensione e tafferuglio, un provvedimento urgente del Tribunale che risale allo scorso maggio e che prevede la consegna delle sette macchine vendute dalla proprietà dell’ azienda a due diverse società per una cifra che, secondo alcuni, sarebbe di 650 mila euro e, secondo altri, di due milioni e mezzo.

Si tratta dell’ultimo atto di una vicenda iniziata anni fa quando il commissario straordinario della Innse cedette l’ azienda per circa 700 mila euro a un imprenditore, Silvano Genta che, come ha ricostruito l’ex assessore Bruno Casati, un paio di anni fa venne presentato dall’ex ministro Roberto Castelli. In quella riunione, nella sede della Provincia, davanti alle istituzioni, Genta illustrò un piano di rilancio della azienda.

Invece la cose andarono diversamente. A maggio 2008 ai dipendenti arrivò il telegramma che annunciava l’avvio della procedura di mobilità. Si è poi scoperto che Genta aveva venduto i macchinari a due società, della province di Vicenza e Milano, macchinari di cui però era pressoché impossibile entrare in possesso: erano sotto "custodia" degli operai, da mesi in autogestione. Ecco allora il decreto ingiuntivo che oggi, dopo vari tentativi, è stato eseguito con l’ausilio delle forze dell’ ordine.

La vicenda si intreccia con un’altra causa civile: la proprietà del capannone e dell’area, la Aedes, vanta dai due ai tre milioni di euro di crediti nei confronti di Genta e un mese fa ha fatto istanza al Tribunale. Domani si terrà l’udienza sulla richiesta di sequestro conservativo dei beni di Innse tra cui anche le attrezzature che Genta ha già venduto. E se il giudice dovesse concedere il sequestro, lo sgombero della fabbrica, sospeso questa sera alle 18.30 per riprendere domani, dovrebbe automaticamente bloccarsi.

Durante la notte la Innse sarà presidiata dagli operai e domani mattina una delegazione guidata da Maria Sciancati e Giorgio Cremaschi della Fiom si presenterà in Regione per cercare di risolvere la questione: "Si sta smantellando una fabbrica sana – hanno detto – per favorire le speculazioni di un imprenditore, quando, come ci hanno assicurato in Regione, c’è già un acquirente". Il leader della Fiom Gianni Rinaldini ha definito lo sgombero una "vera e propria provocazione". La Regione, dal canto suo, in una nota, ha fatto sapere che "si è spesa da mesi per cercare una soluzione e un acquirente, il che purtroppo non ha potuto perfezionarsi e concludersi positivamente. Nessun altro impegno la Regione Lombardia ha assunto se non quello di dedicare alla grave vicenda tutta la sua buona volontà, cosa che ha fatto fino in fondo".

L’ex ministro Paolo Ferrero, arrivato a Lambrate, ha chiesto oggi l’intervento del prefetto Gian Valerio Lombardi e del ministro Roberto Maroni contro quello che ha definito un "abuso": "C’è un’azienda che funziona e che viene smontata – ha affermato – perché qualcuno ha interesse a fare una speculazione. Solo che non tutti gli italiani sono disposti a prendere mille euro al giorno per dare il culo a Berlusconi".