Milano. Donna ai domiciliari non segue percorso breve, prolungata la pena
29 Giugno 2009
di Redazione
Era agli arresti domiciliari a Ferrara e aveva ottenuto dal giudice l’autorizzazione a raggiungere, senza scorta, e con i propri mezzi, l’aula di un processo avviato a Milano in cui rispondeva di imbrattamento. Sulla strada del ritorno non ha seguito il percorso più breve recandosi con un amico che l’accompagnava a recuperare degli oggetti personali.
Per questo Maddalena Calore, la giovane anarchica di Ferrara, è stata condannata a 4 mesi di reclusione per evasione. La sentenza è stata emessa al termine di un processo per direttissima dal giudice di Milano Aurelio Barazzetta. Il pm aveva chiesto per lei, invece, nove mesi di reclusione. Assolti, invece, sono stati i due amici della ragazza, che erano stati accusati di concorso in procurata evasione. "Sono curioso di capire le motivazioni di una simile sentenza – dice l’avvocato Massimiliano D’Alessio – anche perchè il reato non può certo dirsi realizzato".
Stando a quanto si apprende la ragazza, in compagnia di due amici, una volta lasciato il tribunale di Milano, dove doveva presenziare ad un’udienza, avrebbe, tecnicamente, derogato dalla via più breve per raggiungere l’autostrada "un pò perchè – spiega il suo legale – i ragazzi non conoscevano bene Milano e un pò perchè uno di loro aveva la necessità di sostare 10 minuti per motivi personali".
