Milano festeggia l’Expo e rilancia l’immagine dell’Italia
31 Marzo 2008
In fondo al cuore, i milanesi ne erano certi: l’Expo 2015 sarebbe stato
ospitato all’ombra della Madonnina. Ma vuoi per scaramanzia, vuoi per
l’imprevedibilità degli scenari internazionali, nessuno ostentava
certezza. “Vedremo”, “Speriamo”, “Sarebbe importante, per la città e
per l’Italia”: questi le voci che correvano per la città.
Oggi, il sogno di Milano è realtà. Nell’Ampitheatre Blue di Parigi,
i 154 Stati del Bie – Bureau des Expositions – hanno sancito il
verdetto definitivo: 86 voti per la capitale finanziaria italiana, 64
per la turca Smirne. Un buon margine, sicuramente superiore al numero
dei voti dati per certi fino a ieri sera.
Un risultato ottenuto dopo un primo “falso allarme”: la prima
votazione, infatti, è stata annullata in seguito ai problemi incontrati
da molti delegati con la pulsantiera. Tutto da rifare, via con il
secondo voto. E come nei migliori concorsi, è un urlo di gioia a
sancire la vittoria italiana: a seguire, un grande applauso ha riempito
il Palazzo dei congressi parigino. E all’interno del palazzo, mentre le
immagini scorrono in diretta sulle televisioni di tutto il mondo,
compaiono i primi tricolori e gli scudi crociati meneghini.
«Sono contenta per Milano, ma sono contenta per tutto il mondo
perché sarà un’Esposizione universale per tutto il mondo»: così Letizia
Moratti, sindaco di Milano, ha commentato a caldo l’assegnazione
dell’Esposizione Universale 2015. Ed è proprio a Milano, come capita
solo per le partite degli azzurri, che si è respirata tutta la gioia
che la vittoria comporta. Nessuna divisione politica, quasi assenti gli
immancabili contrari a qualsiasi occasione di rilancio per il Paese:
Milano, in un crescendo sempre più palpabile nel corso degli ultimi
giorni, ha salutato l’Expo 2015 con una sola voce.
E la stessa vittoria, caso più unico che raro nella nostra
penisola, altro non è che il risultato di un progetto concepito dalla
Moratti (centrodestra) nel corso di un pranzo con Enrico Letta
(centrosinistra), e di uno sforzo che ha visto andare nella stessa
direzione tanto un governo centrale di centrosinistra quanto una
regione e un’amministrazione comunale di centrodestra. Larghe intese,
insomma, finalizzate a rilanciare Milano nell’Olimpo delle grandi città
europee. L’unica sbavatura quella di Romano Prodi che sicuro della vittoria ha tentato di accaparrasi il merito della scelta.
Se Raitre ha trasmesso in diretta tutta la manifestazione
d’assegnamento dell’Expo, gran parte dei milanesi ha voluto però
soffrire (con le dita rigorosamente incrociate) insieme ai propri
concittadini. Due i punti di raccolta nevralgici: la Fiera di Rho,
situata nella zona periferica che sarà maggiormente investita dalla
rivoluzione edilizia finalizzata a ospitare l’Esposizione, e il teatro
Ciak, dove molti bambini e ragazzi delle scuole hanno potuto
festeggiare insieme agli insegnanti. A Palazzo Marino, sede del
Municipio, è comparso poi uno striscione per ringraziare del sostegno
tutti i cittadini.
29 milioni di visitatori, 44 euro di miliardi per le imprese del
capoluogo lombardo: dati che non possono sfuggire agli abitanti del
principale centro finanziario italiano. Ma a dirla tutta, la
soddisfazione di Milano non riguarda – perlomeno non principalmente –
gli aspetti economici dell’affare Expo. A vincere, oggi, è l’immagine
di una città che si sente più di altre in competizione con i maggiori
centri europei: un’immagine offuscata dalla depressione italiana, dallo
spettacolo offerto dai rifiuti della Campania e del cosante
declassamento del nostro paese nei raking internazionale.
Una sconfitta, commentava “L’Espresso” qualche settimana fa,
sarebbe stato un colpo durissimo per la Madonnina. Ma il sostegno di
tutta la cittadinanza e – va detto – il grande lavoro compiuto dalla
giunta Moratti e dalla Regione con il sostegno del governo ha evitato
il peggio. Milano, oggi, ha un ottimo motivo per tornare a guardare
avanti: al futuro, al rilancio economico e culturale. In una parola,
alla modernità: non dimentichiamo che è stato proprio un Expo a
lanciare il simbolo dell’Europa lanciata verso il futuro, la Tour
Eiffel di Parigi.
Milano, quando avrà finito di festeggiare, dovrà rimboccarsi le
mani per giungere preparata all’evento del 2015. Replicando,
possibilmente, il successo del suo ultimo Expo: era il 1906, e a
ospitare l’Esposizione Universale era stato il Sempione. Una
manifestazione che contribuì a lanciare Milano nel XX secolo, come
l’Expo del 2015 dovrebbe fare per il XXI.
Ci sarà tempo per parlare dei progetti, dei temi, delle
problematiche urbanistiche. Di come ospitare un enorme afflusso di
turisti, invogliandoli a tornare di nuovo in Italia. Oggi, però, Milano
vuole solo godersi la sua vittoria: e la frase più ricorrente, a fronte
della scaramanzia dei giorni passati, è “ne ero certo. Milano non
poteva certo perdere l’Expo”. Dopo tante batoste, una splendida notizia
per l’Italia intera.
