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Milano: nuova rissa tra stranieri. Sala chiede esercito, pressing Lega su Alfano

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A pochi giorni di distanza dalla sparatoria di piazzale Loreto, un’altra rissa a Milano ha portato al ferimento grave di due giovani, di cui uno minorenne. Venerdì sera intorno alle ventidue e trenta, è scoppiata una maxi rissa tra due gruppi di filippini sotto il palazzo della Regione Lombardia. I feriti sono due giovanissimi: hanno 16 e 18 anni, uno è ricoverato in gravi condizioni, l'altro è stato dimesso dopo una notte in ospedale. Secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine, alcuni giovani filippini, che frequentavano la piazza abitualmente, hanno protestato contro alcuni connazionali che stavano urinando nelle aiuole, temevano infatti di essere considerati i responsabili del gesto e di essere allontanati dalla piazza, che era diventata appunto il loro ritrovo. Gli animi si sono scaldati e i presenti sono passati alle vie di fatto. Due giovani sono stati colpiti con armi da taglio e colli di bottiglia in vetro.

Il primo, di 18 anni,è stato trasportato all'Ospedale Ca' Granda di Niguarda con ferite al capo e al tronco. E' stato successivamente dimesso con una prognosi di 20 giorni. Il secondo, di 17, è stato accompagnato prima al Policlinico e successivamente alla Clinica De' Marchi con una ferita penetrante al collo. Non è in pericolo di vita. A dare l'allarme sono state le guardie giurate a presidio della Regione che hanno assistito alla rissa dalle telecamere di sorveglianza. Sul posto sono arrivati i carabinieri che hanno bloccato dieci persone coinvolte nell'episodio: cinque sono state arrestate per rissa aggravata, ma a una è stato contestato anche il tentato omicidio. Altri cinque ragazzi, tutti minorenni, sono stati denunciati. Solo sette giorni fa in piazzale Loreto c'era stata un'altra maxi-rissa e un uomo era stato accoltellato. Ferito in maniera gravissima era poi morto due giorni dopo il ricovero in ospedale. 

"A Milano è emergenza sicurezza dopo i gravissimi fatti degli ultimi giorni". A lanciare l’allarme Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e segretario della Lega Lombarda, e Davide Boni, segretario della Lega Nord Milano, che aggiungono: "Il ministro Alfano, che oggi sarà in città, non perda tempo e predisponga immediatamente l'invio a Milano dei contingenti di militari liberati dalla fine del Giubileo a Roma. Alfano  - continuano gli esponenti della Lega Nord - non ascolti i tentennamenti del sindaco Sala o del Prefetto Marangoni a cui la situazione è chiaramente sfuggita di mano, come dimostrano i gravi atti di violenza degli ultimi giorni che hanno sempre avuto per protagonisti gang di immigrati, dal dominicano ucciso in Piazzale Loreto alla violenta rissa nella notte tra filippini, con due accoltellati, sotto il Palazzo della Regione.”

Il ministro dell’Interno, conclude la nota,  “mandi subito i militari per pattugliare la città che rischia di trasformarsi in una polveriera, considerando anche gli oltre 3000 richiedenti asilo che bivaccano nella zona della stazione Centrale e che potrebbero presto creare problemi di ordine pubblico". Sul tema sicurezza a Milano "non c'è nessun allarmismo, chi vuole farlo lo faccia pure, ma i numeri e le statistiche dicono cose diverse". E' quanto ha affermato il sindaco del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala, nel corso di una conferenza stampa al termine di un vertice sulla sicurezza al quale ha partecipato il ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

"Gli indicatori dicono che i crimini in città di varia natura sono in costante diminuzione", ha aggiunto Sala ricordando che la richiesta di avere sul territorio altri militari è dettata "per fare due cose: presidi in alcuni luoghi sensibili che potrebbero liberare pattuglie di polizia municipale per altre cose" e poi perché "crediamo molto nelle pattuglie mistiche che sono efficaci per poter incrementare la vigilanza nei punti più critici". Altri 150 militari arriveranno a Milano per  supportare le forze dell'ordine, “che già operano a livelli eccellenti", è quanto ha annunciato il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, nel vertice a Palazzo Marino. "Quando sono diventato ministro - ha detto Alfano - i militari impegnati erano 400. L'obbiettivo è di averli raddoppiati".

Ma, per  l'assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali, "ancora una volta il Governo commette una scorrettezza istituzionale, non invitando la Regione Lombardia al vertice sulla sicurezza organizzato questa mattina a Milano per affrontare l'emergenza legata a immigrazione di massa ed episodi di violenza in città. L'esperienza e la competenza del presidente Roberto Maroni in materia di sicurezza sarebbero utili sia al sindaco Sala che al ministro Alfano. Ci auguriamo  - conclude - che non ci siano motivazioni politiche dietro a questa scelta. Sarebbe estremamente grave mettere gli interessi politici di governo e amministrazione comunale davanti agli interessi dei cittadini milanesi". 

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