Milano, Parisi vs. Sala: politica ai tempi dei manager
11 Febbraio 2016
di Redazione
Le amministrative di Milano vedranno in sfida due manager: Giuseppe Sala, commissario di Expo pronto a vestire la casacca del centrosinistra, e Stefano Parisi, l’ad di Chili Tv per il centrodestra. Tutte e due le coalizioni hanno optato per figure che non sono professionisti della politica. Ma nulla di nuovo sotto il sole di Milano. Solo gli ultimi due primi cittadini sono stati un manager e un avvocato.
Sala. Sala, 58 anni, è stato ad di Pirelli nel ’98, fino a diventare, dal 2003 al 2006, direttore generale di Telecom Italia; poi è stato per un anno e mezzo city manager durante l’amministrazione Moratti a Milano, dall’inizio del 2009 a metà 2010; è poi diventato ad di Expo fino a ricoprirne il ruolo di commissario unico dal 2013, quando Pisapia ha rinunciato al suo ruolo di commissario straordinario. A quel punto il governatore lombardo Roberto Formigoni è stato costretto a lasciare la carica di commissario generale. Nel 2012 Sala è stato anche presidente della multiutility di Brescia e Milano A2a.
Parisi. Parisi solo ieri ha ceduto alle avances di Silvio Berlusconi, che lo ha scelto personalmente. Probabilmente anche in virtù dell’esperienza nel settore televisivo, nella quale Berlusconi potrebbe essersi specchiato. Parisi è ricordato a Milano per essere stato il primo ad aver contribuito a fondare Fastweb e Metroweb per realizzare la banda larga. Nel corso della sua carriera è passato dall’Ufficio studi della Cgil alla vicepresidenza del Consiglio durante il governo De Mita, fino alla segreteria di Gianni De Michelis, allora ministro degli Esteri del Psi. È stato poi responsabile del dipartimento per gli Affari economici della presidenza del Consiglio prima con Amato e poi con Ciampi. Dal 2000 al 2004 diventa direttore generale di Confindustria.
C’è chi è compatto e chi no. Il Cav. lo ha ritenuto il candidato giusto per Milano, mettendo a tacere le indecisioni a livello locale. «Il centrodestra è compatto su Parisi. Abbiamo già una grande squadra, a differenza di Sala, che ancora non ha chiara la coalizione. Fare impresa a Milano deve tornare a essere facile, dopo cinque anni di vuoto», dice Fabio Altitonante, coordinatore di Fi a Milano. Solo l’Ncd dovrebbe rimanere fuori. A quanto pare formerà una lista civica. Nel centrosinistra quanto alla coalizione c’è un po’ di confusione: con Sel che non sa se uscire e trovare un proprio candidato – confluendo in tal caso in Sinistra Italiana, come indicato a livello nazionale – o invece dare il proprio sostegno, per quanto non troppo convinto, a Sala.
Curiosità. Pisapia ha garantito lealtà a Sala, sebbene stia riflettendo sulla possibilità di creare una lista civica al fine di garantire quella parte della sinistra che è più critica con il manager. In questo modo, l’idea di sinistra unita che è stato uno dei simboli del suo mandato, sarebbe intatta.«Si sta confermando quello che Giuliano ha sempre detto: primarie combattute e dal giorno dopo tutti assieme» ha detto Sala. E Pisapia conferma: «L’obiettivo comune è quello di proseguire l’esperienza di governo della coalizione che ha portato la città a fare passi avanti».
