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L'uovo di giornata

Minzolini, ti prego, non fare come la Busi!

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Augusto Minzolini è stato uno dei migliori cronisti politici degli ultimi vent'anni. E' passato dalla prima alla seconda repubblica senza perdere un colpo e una fonte: ha giocato dentro e fuori le regole, infiltrandosi nei consessi riservati dei politici, inseguendo in motorino i cortei di autoblù, spacciandosi per qualcun altro con i buttafuori e le guardie del corpo. Il tutto per essere il primo ad avere la notizia, lo scoop, la dichiarazione.

Quando è diventato direttore del Tg1 è riuscito a rimanere se stesso, non si è impaludato, ha giocato anche lì dentro e fuori le regole, ha rischiato in prima persona per fare un telegiornale libero da condizionamenti e senza i soliti fronzoli del politicamente corretto de sinistra.

Ma anche lui sapeva benissimo che la sua direzione corrispondeva a un'epoca politica e che uscito di scena Berlusconi anche la sua presenza in Rai sarebbe volta al termine. D'altronde lo aveva detto: "resto finché resta Berlusconi".

E' ovvio che il modo in cui si è arrivati alla sua estromissione è offensivo e obliquo: ma questo fa parte della tradizione tutta italiana del potere che Minzolini conosce molto bene e con cui ha giocato la sua partita valutando rischi e vantaggi. Dirigere il Tg1 è come una partita a poker all'ultimo sangue, bisogna avere i nervi saldi, sapere che gli altri bluffano e qualche volta barano, ed esser capaci all'occorenza di fare altrettanto. Quando Minzo si è seduto a quel tavolo lo sapeva: ha giocato la sua partitia con astuzia, fantasia e spregiudicatezza. Ora la partita è finita: può raccogliere le sue fiches e divertirsi su un altro tavolo.

Sarebbe triste che, proprio lui, pretendesse di farla seguitare nelle aule di un tribunale passando dalle carte da poker a quelle bollate.

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9 COMMENTS

  1. Difendere i colleghi anche quando sbagliano
    Che pena queste difese “a prescindere” dei propri colleghi, come se fare i cronisti politici e i direttori richiedesse le medesime capacità. Non sto a ricordare i punti percentuali di distacco del tg1 rispetto ai tg di altre emittenti. E’ sufficiente verificare che a partire dal 15° minuto il tg1 attacca sistematicamente con il meteo, la nuova tendenza delle scarpe da donna, la ristorazione nei luoghi vip di montagna, l’ultimo film uscito nelle sale, gli appuntamenti eno-gastronomici, la scelta delle località per il week-end, la vivisezione, le mode da spiaggia, ecc. Mi sembra che in Italia i problemi e le notizie siano altri. E’ vero che finita un’epoca anche i direttori cambiano, ma in questo caso c’è un motivo di sostanza. Il tg1 è inguardabile.

  2. Alcuni sono più porci degli altri
    Ah, la solita storia: difendiamo la libertà d’espressione e il diritto all’informazione, purché sia dei nostri amici.

    Minzolini NON è stato cacciato per aver fatto un tg penoso o per aver fornito contenuti scadenti. Se volessimo fare un bilancio, vorrei sapere cosa ne pensano i suoi detrattori sugli editoriali, tra cui quello in cui citava l’incontrovertibile verità sui manifestanti per la libertà di stampa, ovvero che fossero capeggiati da politici primatisti nel querelare ed attaccare i giornalisti e di un sindacato tutt’altro che imparziale verso i suoi stessi protetti.
    Oppure sul fatto che un giornalista possa vedersi garantito, per sentenza, uno spazio sulla tv pubblica in cui fare gli auguri di buon natale ad un pentito, fanculizzare il suo direttore e fare servizi adhoc su processi ancora da terminare.
    O che la direttrice del Tg3 abbia ottenuto il ritiro immediato del “Libro Bianca”, mentre l’equivalente “Libro Bianco” contro Minzo è ancora repebile, bello tranquillo…

    La verità è che il popolo è bue e c’è gente convinta che difendere e seguire le trasmissioni ad uso e consumo di martiri artefatti sia un dovere civico, come il bistrattare quelli dello schieramento avversario. Sarebbe bello però se, un pochino, si vergognassero.

  3. Grazie Minzolini
    Finalmente uno splendido TG1, notizie puntuali e precise, editoriali (rari)che resteranno nella storia del giornalismo. Troppo bravo per restare. Grazie per aver messo al posto della spocchiosa Busi quel gioiellino di biondina, tanto brava quanto bella. Per quanto riguarda i dati sugli ascolti, siamo nel regno della manipolazione. Esiste qualche fesso che ci crede?

  4. mah
    La RAI ha il dovere, visto che la si paga proprio per questo, di fornire un servizio pubblico. Un esempio di servizio pubblico é un’informazione di qualità, a prescindere dagli ascolti, appunto perché pagata dal canone. Allora visto che l’informazione fa schifo, e la pubblicità c’é comunque, che pago a fare? Il TG1 é semplicemente inguardabile: notizie omesse, cronaca rosa in prima pagina, insomma tutto il contrario di un servizio pubblico, appunto.

  5. Considero Minzolini un
    Considero Minzolini un ottimo giornalista, di lui mi ricordo i brevissimi commenti politici su Panorama, sintetici e sempre documentati. Da sempre il TG1 è il portavoce del governo nella TV di stato lottizzata, mi chiedo di cosa ci si stupisca ed infatti: Via Berlusconi, via Minzolini, il prossimo direttore non sarà né migliore né peggiore, sarà uguale.

  6. Il Minzo è un grande
    E’ vero. Il Minzo ha dato un’anima al TG1. Un maestro nel guardare compunto, quasi inespressivo, la telecamera, al contempo rovesciando nel campo avverso, quello del banale condiviso sinistrorso, un torrente di lava e di lapilli incandescenti. Un sogno immaginare quella franchezza monella scuotere alle fondamenta i dolciastri codici comunicativi dei lettori notturni, costretti, per questo, a trangugiare caraffe di alka selzer, prima di cominciare la quotidiana opera di redenzione del mondo alla intelligente luce di kantianissime candele. Non vale la pena bruciare tutto ciò come se si fosse una Busi qualsiasi. Ripensaci Minzo.

  7. Altro che fiches!!!!!!
    Altro che raccogliere le sue fiches e divertirsi su un altro tavolo …… Il cocchetto berlusconiano piazzato al TG1, da quanto leggo, fu assunto in RAI con la qualifica di “Caporedattore con funzioni di direttore” e pertanto, come sostengono i suoi legali, non solo non può, né ora né in futuro, essere cacciato dalla RAI ma, per giunta, continuerà anche a percepire lo stipendio di 550 mila euro lordi l’anno, pari ad oltre 22 mila euro netti al mese. Male che gli vada, Minzolini, rimosso dal suo incarico dal Cda Rai dopo il rinvio a giudizio per peculato a causa delle spese sostenute con la carta di credito aziendale, potrà essere trasferito a Parigi o a New York.

  8. E perché no?
    Non capisco, perché non dovrebbe fare almeno lui quello che fanno tutti gli altri? I difensori della libertà di stampa tacciono, gli urlatori urlano di gioia e Minzolini se ne va con la coda tra le gambe? Hanno cacciato ignominiosamente uno dei pochi veri professionisti che c’erano, mentre le figlie di ex segretari del PCI e i comizianti 24/24 7/7 come Mineo continuano a imperversare. Che schifo. Sosteniamo il ricorso di Minzolini, altro che chiedergli di fare un passo indietro! Anche se chissa perché ho la vaga idea che stavolta il TAR troverà il cavillo per non accettare il ricorso…

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