Occhio alle opinioni...

Miss Michigan, quando il pensiero unico inquina anche i concorsi di bellezza

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Negli USA sono aperte le selezioni per scegliere la ragazza che dovrà rappresentare la bellezza americana nell’edizione del 2019 di Miss Mondo.

Le giovani aspiranti al titolo dovranno ricordare di inserire nel beauty case, tra un bel rossetto e un buon rimmel, anche una dose abbondante di politicamente corretto. A meno che non vogliano vedersi il titolo revocato, si intende.

Ne è l’esempio ciò che è accaduto nel Michigan: qui Kathy Zhu, vincitrice di “Miss Michigan 2019”, lo scorso 20 luglio è stata spogliata del titolo conquistato. La bellissima ragazza, di origini asiatiche, ha delle colpe: innanzitutto, è un’attivista conservatrice; poi, è vice-presidente dei Repubblicani nella University of Michigan; ancora, è la direttrice dei social media per il “National group Chinese Americans for Trump” ed, infine, ha l’ardire di esprimere le sue idee politiche – non allineate a quelle del lib-dem medio americano – su Twitter.

I tweet incriminati sul suo account sono due. Il primo risale addirittura al 2017, anno nel quale la quale la giovane scrive «Sapete che la maggior parte delle morti dei neri sono causate da altri neri? Risolvete i problemi all’interno della vostra comunità prima di incolpare gli altri». Il secondo, invece, è del 2018 e recita «C’è una cabina “prova un hijab” nel mio Campus universitario, quindi mi state dicendo che ora è solo un accessorio alla moda e non religioso? O state solo cercando di abituare le donne ad essere oppresse sotto l’Islam?».

Dunque, secondo i canoni del pensiero unico, si tratta palesemente di un esempio di razzismo e di una limpida prova di intolleranza verso le altre religioni. Per questo la ragazza ha ricevuto dalla direttrice del concorso Laurie DeJack una e-mail che contiene la sua esclusione da “Miss World America 2019”, con la motivazione che il contenuto dei suoi account social sarebbe offensivo, insensibile ed inappropriato.

In realtà, però, Miss Zhu non solo ha espresso le sue opinioni, ma ha anche detto la verità: ciò è gravissimo in un’epoca caratterizzata da libertà che funziona solo per alcune idee e non per altre. La sua risposta non si è fatta attendere e la ragazza ha dichiarato: «Hanno immediatamente pensato che fossi una razzista. Avrebbero dovuto lasciarmi spiegare».

Dunque, anche in un concorso di bellezza, le priorità sono diventate le opinioni personali, le quali devono necessariamente essere di stampo progressista e le quali devono per forza essere espresse con toni politicamente corretti, a pena di esclusione dal concorso e di gogna mediatica.

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