Missioni all’estero, quell’atteso nulla osta di Forza Italia alla Camera

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Missioni all’estero, quell’atteso nulla osta di Forza Italia alla Camera

04 Dicembre 2013

di Ronin

Oggi alla Camera si è votato il rifinanziamento delle missioni militari italiane all’estero. Com’era prevedibile, grillici e sinistra vendoliana dopo settimane di ostruzionismo hanno battagliato sulla liceità delle missioni, soprattutto quella in Aghanistan. Il Pd sballottato in vista delle Primarie ha votato per "realismo" il rifinanziamento annunciando che nel 2014 lasceremo Kabul, senza se e senza ma.

Inutile perdere tempo a illustrare le ragioni di un intervento militare lungo e costoso come quello afghano ai pacifisti. A costoro non è mai interessato granché distinguere tra l’Emirato Talebano dove le donne venivano ammazzate a colpi di pistola negli stadi e l’Afghanistan di oggi, un Paese tormentato, con un Governo non sempre all’altezza delle aspettative, dove si "tratta" con i Talebani perché così vuole il soft power obamiano, ma in ogni caso uno Stato che ha smesso di essere la piattaforma di lancio del terrorismo di Al Quaeda.

Stupisce però che ieri a votare contro la fiducia chiesta dal Governo siano stati partiti che rivendicano il loro stare sempre dalla parte dei "nostri soldati". Hanno votato contro a Lega Nord e Fratelli d’Italia, ed anche Forza Italia. Sentite come l’ha spiegata il forzista Rocco Palese: "Pur se continuiamo a sostenere convintamente le nostre missioni noi non voteremo la fiducia che è un voto sul governo più che sul provvedimento". E va bene, infatti Forza Italia oggi ha votato a favore del decreto. "Lo faremo con convinzione," ha spiegato Elio Vito, "come sempre abbiamo fatto negli anni passati”.

Ma cosa succederà da oggi? Il rifinanziamento sbarca in Senato dove i forzisti stavolta dovranno esprimersi con un unico voto. Visto la dilagante retorica sulla "Italia guerrafondaia", siamo certi che i senatori forzisti voteranno "sì" senza indugi, continuando a "sostenere convintamente le nostre missioni". Resta solo un po’ di sconcerto per quell’atteso nulla osta che si è consumato nelle ultime 48 ore alla Camera. A la guerre comme à la guerre, recita l’adagio, pur di rimettere in discussione l’azione dell’esecutivo qualsiasi pretesto è buono. Ma ci chiediamo se i nostri militari al fronte in Afghanistan possano capire queste sottigliezze di lana caprina.