MO. Barak: “Israele è sensibile alle attese degli Stati Uniti “
11 Maggio 2010
di Redazione
Israele è sensibile alle attese degli Stati Uniti per quanto concerne i progetti edili ebraici a Gerusalemme est, anche se non esiste un impegno ufficiale per il loro congelamento. Lo ha affermato oggi, alla radio militare, il ministro della Difesa, Ehud Barak, riferendosi ad uno dei principali nodi che è stato necessario superare per lanciare negoziati indiretti israelo-palestinesi.
Riferendosi al progetto di costruire 1.600 nuovi alloggi nel rione ebraico di Ramat Shlomo – la cui autorizzazione aveva provocato a marzo una crisi durante una visita a Gerusalemme del vicepresidente Usa Joe Biden – Barak ha detto che Israele ha spiegato a Washington che l’iter burocratico ha almeno otto diversi stadi, ragion per cui non è prevedibile che i lavori abbiano inizio nei prossimi due anni.
Dopo aver ribadito che Gerusalemme è la capitale riunificata di Israele, Barak ha aggiunto che tuttavia il suo governo è sensibile alle attese espresse da Paesi stranieri, fra cui gli Stati Uniti. "Noi – ha affermato – costruiamo nei rioni ebraici, gli arabi costruiscono nei rioni arabi, il tutto con correttezza, ragionevolezza, e gualità". Barak ha poi ribadito che nell’intento anche di migliorare le relazioni con l’amministrazione di Barack Obama è necessario che Israele lanci un’iniziativa di pace "determinata". Se l’attuale composizione della coalizione di governo non lo consentisse, ha aggiunto, sarà necessario allargarla, ad esempio con la inclusione del partito centrista Kadima di Tzipi Livni.
