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Monaco, accoltella al grido “Allah Akbar!” ma per la polizia è “un folle”

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“Allah Akbar!”. Paul H., un giovane tedesco di 27 anni armato di coltello, stamattina ha ha ucciso un uomo e ne ha feriti altri tre alla stazione di Grafing, in Baviera, urlando, appunto, "Allah Akbar!". Ma per le autorità locali si tratta del gesto di un folle, disoccupato, forse drogato, uscito da una clinica psichiatrica.

Ieri l’uomo ha preso un treno ed è arrivato a Grafing, 30 km da Monaco di Baviera. Un luogo a caso, col quale non aveva alcuna relazione. Senza soldi, non ha potuto permettersi un albergo, e quindi ha trascorso la notte alla stazione. Poi, all’alba, alla stazione, ha attaccato a coltellate quattro persone, due delle quali passavano in bicicletta.

Un uomo di 56 anni è morto qualche ora dopo all'ospedale, per la gravità delle ferite riportate. Un altro è in prognosi riservata. Testimoni hanno riferito di averlo sentito urlare "Allah Akbar!" e poi "infedeli dovete morire!", frasi che il giovane Paul, fermato subito dopo il delitto, ha ammesso di aver pronunciato quelle parole, parlando confusamente di una presunta conversione all'Islam.

Il giovane ha ucciso con un coltello fra le mani dalla lama lunga dieci centimetri e larga tre. Ma per gli inquirenti del Landeskriminalamt, che indagano sul fatto, non va seguita la pista del terrorismo islamico, le affermazioni dell’omicida sono "per nulla ragionevoli".

"Non aver rinvenuto alcun indizio che possa far pensare a un legame con organizzazioni islamiche" e "nessuna relazione con persone o gruppi di estremisti musulmani e salafiti". Durante l’interrogatorio, però, erano filtrate altre voci da parte degli investigatori, sulle "motivazione politica" del gesto.

Ora l’uomo "sarà sottoposto a una perizia psichiatrica perché sussistono dei dubbi sulla sua imputabilità", secondo il procuratore generale Ken Heidenreich. Il giovane avrebbe anche ammesso con gli investigatori di aver assunto cannabis due giorni fa, forse complicando il quadro neurologico e psichiatrico dell’assassino.

Colpisce però il modo con cui le autorità tedesche abbiano ‘contenuto’ qualsiasi ipotesi di un legame tra l’accoltellatore e il fondamentalismo islamico, tanto più che lo stesso arrestato ha ammesso di aver pronunciato certe frasi e di essere attratto da una visione estremista delle religione islamica.

Pochi mesi fa, una 15enne marocchino-tedesca, ad Hannover, ha accoltellato una poliziotta. In quel caso movente del crimine era stata proprio la radicalizzazione religiosa della giovanissima musulmana che simpatizzava per Isis.

 

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