Monta la protesta contro Irap e sostituto d’imposta
17 Giugno 2009
Troppe volte, in passato, le riunioni confindustriali sono state utili passerelle televisive per i politici e ottime vetrine per imprenditori un po’ vanesi. Non così è stato, però, in occasione dell’ultimo incontro organizzato dai giovani industriali, a Santa Margherita Ligure, e questo soprattutto perché il loro presidente, Federica Guidi, ha buttato sul tavolo la questione fiscale. Per giunta non si è trattato di una sparata, ma di una proposta molto puntuale, volta ad abolire l’Irap e a ripensare in senso competitivo sia la finanza regionale che i sistemi sanitari.
Un dato culturale, però, va colto più di ogni altra cosa: e cioè che si torna a parlare di riduzione delle tasse, e questo all’indomani di elezioni che – nel centrodestra – hanno visto Silvio Berlusconi un poco appannato e la Lega, invece, superare la soglia del 10 per cento. Un risultato che a Bossi era riuscito solo nel 1996, quando aveva alzato la bandiera della secessione. La conseguenza è che Berlusconi rimane in testa sia in Lombardia che in Veneto soltanto grazie ai voti che fino ad un anno fa erano di Alleanza nazionale: diversamente oggi ci si troverebbe a commentare una Lega primo partito nell’intero Nord-Est.
Questo dato politico è importante perché se il Pdl avesse raggiunto dal soglia indicata dal premier, con ogni probabilità ogni discorso di rottura sarebbe stato rinviato. Ma con un governo bisognoso di rafforzarsi (i risultati delle urne non sono stati negativi, ma neppure consentono di dormire sugli allori), si comprende l’esigenza di un ritorno a quelle ragioni che in passato hanno particolarmente cementato il rapporto tra l’elettorato e i partiti moderati. Oggi c’è quindi l’esigenza di riscoprire il movimento delle partite Iva e di ridare slancio all’economia privata. Tanto più che inizia ad agitarsi pure la società civile.
Molto significativa, al riguardo, è l’iniziativa condotta da Giorgio Fidenato, che a Pordenone ha avviato un’azione di disobbedienza contro l’obbligo, per gli imprenditori, di operare da esattori fiscali e destinare una parte dello stipendio dei dipendenti allo Stato e all’Inps. Dallo scorso gennaio, con l’accordo dei propri impiegati, Fidenato ha deciso di versare loro per intero il dovuto e ha avvisato gli enti competenti di provvedere ad informare i lavoratori sulle modalità che essi devono adottare per poter pagare oneri tributari e previdenziali.
Si badi bene: non si tratta di evasione fiscale, e nemmeno di una semplice protesta. L’intenzione è invece di portare la questione nei tribunali, per arrivare fino alla Consulta e per obbligarla ad esprimersi in merito alla costituzionalità delle norme che disciplinano la materia. L’obiettivo di Fidenato è che nel frattempo si crei un movimento a sostegno della sua iniziativa, che altri imprenditori seguano il suo esempio, che i lavoratori per primi colgano l’importanza della cosa.
La battaglia contro il sostituto d’imposta è, in primo luogo, una battaglia per la trasparenza dei rapporti tra lo Stato e i contribuenti. È infatti necessario che chi versa le imposte sappia bene cosa paga, perché solo in tal modo è in grado di valutare se ciò che la società riceve è adeguato oppure no. Se quasi soltanto i lavoratori autonomi avvertono il gravame del prelievo fiscale, questo si deve al fatto che attualmente i dipendenti neppure percepiscono ciò lo Stato toglie loro. Trattare tutti alla stessa maniera, autonomi e dipendenti, e chiedere anche a questi ultimi di destinare direttamente una quota del frutto del loro lavoro darebbe subito a operai, impiegati, commessi, insegnanti e infermieri quella coscienza del loro “essere contribuenti” che oggi non hanno per nulla.
Quando i vertici di Confindustria puntano il dito contro l’Irap e quando dal basso emerge una rivolta contro il sostituto d’imposta, è impossibile non ricordare quale ruolo questi temi hanno avuto nei programmi politici e nella propaganda elettorale delle forze politiche: anche e soprattutto di governo. Ad esprimersi contro un fisco troppo oneroso e privo di trasparenza sono voci serie, che trattano problemi reali. Per questo vanno assolutamente prese sul serio.
