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Il Pdl spera nel sorpasso

Montezemolo e Giannino, quell’assist involontario di Zingales al Cav.

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Non c'interessa tanto seguire la polemica (sul master mai preso) tra il leader di Fare-Fermare il Declino, Oscar Giannino, e l'economista Luigi Zingales, professore emerito alla Chicago University che ha abbandonato il movimento accusando Giannino di millantare un curriculum che non ha.

Non c'interessa più di tanto metterla sul personale, anche perché crediamo nell'autoformazione e non è detto che un bravo giornalista, Giannino lo è, debba per forze avere una medaglia accademica sul petto per risultare credibile.

Quello che invece occorre chiedersi è se le uscite di Zingales, la rampogna a Giannino piuttosto che gli strali contro Montezemolo, che si sarebbe "circondato di stronzi", non siano un assist involontario al Cav., capace di drenare verso il Pdl un altro pezzo, piccolo ma non ininfluente, di elettorato il 24 e il 25 febbraio.

Sappiamo infatti che sono molti i liberali, scontenti dell'ultimo governo Berlusconi, delusi dalle rivoluzione incompiuta di questo ventennio, che si erano rivolti a Fare-Fermare il declino come all'ultima ancora di salvezza.

Questa parte del ceto medio e della upper class (imprenditori, dirigenti, professionisti), nostalgica della Forza Italia delle origini, come prenderà lo scivolone di Giannino e l'addio di Zingales? Forse non basteranno per il sorpasso sulla sinistra, ma un ruolo non da comparse nelle elezioni potrebbero giocarlo.

Dopo tutta la serietà, che a volte sconfina nelle seriosità, mostrata da Giannino in campagna elettorale, è venuto il momento di ridare fiducia a chi promette di togliere l'IMU?

 

 

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9 COMMENTS

  1. Involontario?
    “Fare” è un movimento liberale nato da pochi mesi. Il PDL -FI è un partito personale nato da 20 anni, pseudoliberale nonchè socialista massimalista populista nel governo e nelle idee.
    A parte Zingales che scriveva sull’Espresso e che ha una tremenda spocchia, “Fare” è l’unico movimento liberale dell’Italia.
    Votare chi vuole ridare l’IMU? Questa sarebbe una proposta liberale? Piuttosto direi degna di Chavez.
    La campagna “boffiana” del Giornale e di Libero che titolano a tutta pagina sulla “bugia” di Giannino perchè la paura di perdere la Lombardia (e il senato) è tanta, non servirà a travasare i veri liberali all’unico vero partito comunista del dopo muro, il PDL.
    In quanto all’assist involontario sorvoliamo…A tre giorni dal voto se ne esce così? Oltre alla giustizia ad orologeria ora c’è anche il voltagabbana ad orologeria.
    Ripeto. Il vero liberale vota “Fare”. E non ci sono Berlusconi, Sallusti e Zingales che tengono.

  2. Se è piccolo serve a
    Se è piccolo serve a nulla,”influente” o no. Comunque se uno millanta titoli che non ha che c’entra l’autoformazione? E’,come minimo, sgradevole per chiunque,per un politico dovrebbe essere la fine.Giannino può essere “liberale” quanto vuole ma se i voti a lui sono utilissimi solo perché fanno perdere Berlusconi e far vincere la sinistra è demenziale votarlo.Evidentemente crede alla barzelletta di Bersani.Quella che vuole che il pd sia l’unico partito “liberale”.In politica non esiste il meglio ma il meno peggio che abbia la possibilità di impedire il peggio.Quindi Berlusconi è una scelta obbligata.

  3. Tardi
    Ho già votato (per posta) Giannino, nonostante non si vesta come mi vestirei io e appaia un po’ folcloristico. Che goduria. Per me puo’ anche avere la terza media. Del resto di rivoluzione liberale dal ’94 ad oggi ne ho vista ben poca. Io voglio meno stato e meno tasse, non una balla spaziale, nani e ballerine e statalismo a gogo (province, alitalia, ecc.), Il PDL morirà con mister B. Ci ha tradito per vent’anni, mo’ bbasta.

  4. Relazioni personali
    Neanch’io vorrei metterla sul personale, però credo che le relazioni interpersonali in politica contino moltissimo. Come si spiegherebbero, se no, i rapporti fra Casini, Fini (e lo stesso Giannino) verso Berlusconi, per esempio? (Gente di destra, che non esita a favorire la sinistra pur di contrastare Berlusconi.)
    Si narra perfino che Beniamino Franklin si sia deciso a schierarsi definitivamente con gli indipendentisti americani dopo essere stato personalmente umiliato dal governo britannico, a Londra. In altre parole, l’aiuto di Zingales a Berlusconi sarà anche involontario, ma è motivato da ragioni personali.

  5. Mia opinione
    Che Zingales (che non è emerito ma chair professor) dia un aiuto a Berlusconi non lo credo molto. Sia aderenti di destra che di sinistra probabilmente torneranno “all’ovile” o confluiranno nella massa degli astensionisti.
    Zingales è, a mio avviso, una persona di grande spessore morale che non ammette comportamenti che vann sotto un certo livello etico. Questo, indipendentemente da amicizia, tempistiche strategiche e altro. Il problema non è l’autoformazione, anzi, tanto di cappello, ma il dichiarare titoli scolastici prestigiosi (Booth è la prima scuola di business) che non si hanno. Si deve poi dire che ci sono altre cose un pochino disdicevoli che fanno da contorno al caso specifico.

    L’aver detto che Montezemolo si sarebbe “circondato di stronzi” (intendendo yes-man e persone coinvolti in passate pastoie) sembra ovvio (come peraltro è stato fatto da Giannino)

  6. Io credo che Giannino
    Io credo che Giannino pagherà profumatamente il non aver controllato adeguatamente il suo curriculum che circolava su internet e stampa.
    Responsabilità oggettiva o non poteva non sapere…….?
    Credo anche che la validità della sua proposta,almeno da parte mia,non venga minimamente sminuita da questi fatti:sicuramente le idee sono più importanti delle persone ma alla fine dovranno essere delle persone a realizzarle.
    Avrei preferito che queste idee liberali Giannino avesse cercato di promuoverle all’interno del PdL.

  7. sorpresa e amarezza
    Io faccio parte di quel ceto medio citato nell’articolo. Dopo aver preso atto, ormai da molti anni, che il cosiddetto “centro-destra” italiano è in realtà un centro-sinistra mascherato, adesso, amaramente, prendo atto del clown che è Giannino. Oscar mi ha profondamente deluso, uno che blatera di trasparenza e di meritocrazia e poi si fa passare per economista, non avendo neanche la laurea in economia (per etichettarsi come economista non basterebbe neanche quella…). Su wikipedia si parlava di laurea in Giurisprudenza, sul sito dell’Istituto Bruno Leoni, addirittura, comparivano due lauree e una specializzazione… Sembra che in realtà abbia sostenuto solo pochi esami a Giurisprudenza (e a me che ho sputato sangue per la laurea in Giurisprudenza fa doppiamente rabbia, dato che lo apprezzavo anche come “collega giurista”, sia pure con una predilezione per l’economia). Poi magari Giannino s’intende di economia più di un laureato, ma non è questo il punto, il punto è che Giannino si è rivelato un buffone, non ha mai smentito i titoli accademici. Anche a coloro che lo definivano economista avrebbe potuto dire che comunque non aveva la laurea. Al master poi non potrebbe neanche fare domanda di partecipazione, vista la carenza della laurea… Com’è possibile che in Italia succedano queste cose? Com’è possibile che la cosa non sia stata smontata prima? Anche l’Istituto Leoni non poteva controllare prima le biografie degli aderenti? Venendo alla domanda principale dell’articolo: certamente una cosa è Fermare il Declino e un’altra cosa è Giannino, ma purtroppo non si può negare che il movimento si è identificato quasi in toto con Oscar, senza il quale, a dire il vero, il movimento non sarebbe neanche nato. Io, almeno alla Camera, non farò mancare il mio voto a questo soggetto politico liberale, ma la delusione è tanta, e spero che Giannino venga cacciato a calci dal movimento subito dopo le elezioni, altrimenti non li voto più (specialmente se non restano alternativi alla sinistra). Per quanto concerne Silvio: non so se i delusi torneranno al PDL grazie alla proposta sull’IMU, credo tuttavia che i simpatizzanti di Fermare il Declino siano persone colte e “salde” politicamente, per cui non penso che chi aveva deciso di votare questo nuovo partito ora ritorni da Silvio.

  8. A Rothbard
    Avendo in queste ultime settimane letto in diversi commenti di Rothbard la sua intenzione di votare alle prossime elezioni il movimento di Giannino, capisco la sua delusione ed i toni fin troppo duri che ora gli rivolge. Non capisco, invece, la sua ostilità (e quella dello stesso Giannino) al PdL che a me pare in gran parte preconcetta. Io mi ritengo liberale, ma evidentemente ci sono tanti modi di essere liberali o di spacciarsi per liberali; il liberalismo al quale aderisco è quello di Einaudi e Malagodi e penso che, nonostante tutto e a parte Giannino, il PdL sia il partito che più gli si avvicina. Vorrei quindi invitare Rothbard a ripensarci e a cercare di superare i suoi sentimenti di personale antipatia (così credo) per Berlusconi, anche perchè conoscendo il suo pensiero dai suoi interventi non vedo chi/cosa possa mai votare per il Senato se non il PdL.

  9. per GCManzoni
    Ti ringrazio per la riflessione. Paradossalmente questo fatto gravissimo riguardante Giannino non cambia molto al sottoscritto, almeno da un punto di vista elettorale. Credo di votare comunque FID alla Camera e PDL (se non addirittura Lega) al Senato. Avrei in ogni caso votato in tal modo, vista la soglia altissima che c’è al Senato. Il fatto è che l’entrata in campo di Giannino (caldeggiata da professori universitari che lo frequentano e con i quali sono rimasto in contatto dopo la laurea) rappresenta una questione che va oltre la politica, ed è una mazzata a 360°. E, più in generale, ritengo sia una batosta per la credibilità di tutti i libertari italiani, anche se non dovrebbe essere così, perché non si può ridurre tutto a una persona, ma conoscendo l’ambiente italiota credo che finirà per essere così. Per questo sono amareggiato. Ma anche sorpreso. Persone stimabili come Stagnaro ad esempio: possibile che in questi anni non fossero venuti a conoscenza del fatto che Giannino non è neanche laureato? Sul liberalismo del PDL: mi dispiace ma non concordiamo. Il discorso sul PDL e su Berlusconi è tuttavia troppo complesso, e in parte l’abbiamo già affrontato. Mi limito a dire che un partito come il PDL lo posso anche votare come (forse irrazionale) reazione all’arroganza della sinistra, soprattutto qui in Toscana. Ma non potrei mai far parte del PDL, attualmente inteso, nel senso della militanza; mentre per Fermare il Declino avrei anche potuto impegnarmi attivamente (ho partecipato a una riunione ma per il momento non sono iscritto).

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