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Morto egiziano condannato per spionaggio a favore di Israele

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Un ingegnere egiziano, condannato a quindici anni di lavori forzati per spionaggio a favore di Israele, è stato trovato morto nella sua cella del carcere di Tora, località a sud di Il Cairo.

Stando a quanto riferito da fonti della sicurezza, Sherif al-Filali, 40 anni, è stato trovato ieri esanime dalle guardie. Il medico legale del penitenziario ha stabilito che la causa del decesso è stato un infarto. L'uomo, nel 2001 fu assolto in primo grado da ogni accusa e, anzi, i giudici lo defirono un cittadino modello per essersi costituito volontariamente appena appreso dell'inchiesta a suo carico. Ma il presidente egiziano, Hosni Mubarak, intervenne di persona sollecitando un nuovo processo davanti al tribunale speciale che nel 2002 lo riconobbe colpevole di avere fornito informazioni al Mossad israeliano sull'industria del turismo e sui grandi progetti egiziani nel settore dell'agricultura.

Il tramite sarebbe stato un russo condannato in contumacia. Dagli atti del processo emerse che Filali nel 1999 aveva fatto la spola tra Egitto e Spagna prima di rendersi conto che le informazioni che raccoglieva erano per il servizio segreto israeliano. Diverse organizzazioni per la difesa dei diritti civili definirono il verdetto politicamente motivato.

L'arresto dell'ingegnere egiziano  fu annunciato pochi mesi dopo che l'Egitto aveva richiamato il proprio ambasciatore a Tel Aviv, in segno di protesta per le operazioni militari israeline nei territori palestinesi. L'ambasciatore fece ritorno in Israele nel 2005. Altri egiziani negli ultimi tempi sono stati condannati per spionaggio a favore del Mossad.

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