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Mose, Galan: “si nega all’imputato di spiegare e difendersi”

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 La Camera voterà il 15 luglio sulla richiesta di arresto nei confronti di Giancarlo Galan, l'ex ministro di Forza Italia, dopo la inchiesta sul Mose. Il voto avverrà dopo il necessario dibattito in aula. A deciderlo la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. "Mi si è voluto negare il diritto di interloquire con l'autorità giudiziaria e di difendermi", ha replicato Galan, "essendomi stata preclusa la possibilità di conoscere, secondo la tempistica prevista dal codice di rito, le accuse elevate a mio carico". Galan e' tornato anche a parlare "fumus persecutionis" relativa alla inchiesta che lo riguarda. "Si nega all'incolpato la possibilità di spiegare e difendersi", ha aggiunto Galan in una memoria depositata stamane alla Giunta per le autorizzazioni della Camera. 

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