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Mugabe cerca l’appoggio dell’Unione Africana

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Il Presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe auspica di ottenere il sostegno dei leader africani riuniti a Sharm Sheikh per l'11esimo vertice dell'Unione africana (Ua), a dispetto delle forti pressioni esercitate dalla comunità internazionale perchè venga respinta la sua rielezione al ballottaggio presidenziale del 27 giugno, che lo ha visto unico candidato. Nazioni unite, Stati Uniti e Unione europea hanno dichiarato illegittimo il voto, chiedendo all'Ua di fare altrettanto.

All'apertura del vertice, Mugabe è entrato nella sala dei lavori al fianco del Presidente egiziano Hosni Mubarak, quindi negli incontri a margine ha scambiato abbracci con diversi Capi di Stato e altri diplomatici. "Ha abbracciato tutti, tutti quelli con cui veniva in contatto", ha raccontato un delegato sotto anonimato. Tuttavia, c'è stato anche chi ha colto l'occasione per fare pressioni per l'avvio di un dialogo con il leader dell'opposizione, Morgan Tsvangirai, che porti a un governo di coalizione. Nel suo intervento di apertura, il Presidente dell'Ua, il leader della Tanzania Jakaya Kikwete, si è congratulato con il popolo dello Zimbabwe e con i mediatori dell'Ua, ma non con Mugabe. Ha quindi definito "storiche" le elezioni, ma non ha mancato di sottolineare la necessità di affrontare le sfide che attendono il Paese. Stessa posizione da parte del Presidente della Commissione Ua, Jean Ping, secondo cui "l'Africa deve assumersi appieno le responsabilità che le spettano e fare tutto ciò che è in suo potere per aiutare le parti dello Zimbabwe a superare le sfide che sono chiamate ad affrontare".

Nessuna condanna del voto e di Mugabe, ma forti pressioni per il dialogo. Sembra questa la linea che verrà seguita dai leader africani e che trova conferma nella bozza di risoluzione messa a punto dai ministri degli Esteri Ua e che dovrà essere approvata dal vertice, ottenuta dall'Associated press. La maggior parte dei governi africani non vuole infatti prendere posizione pubblicamente contro Mugabe, in parte per i legami di vecchia data con l'ex eroe della liberazione coloniale, in parte per non voler dare l'impressione di appoggiare l'Occidente contro un leader africano. Inoltre, Mugabe potrebbe a sua volta puntare il dito contro altri leader africani e altre elezioni sospette che li hanno portati al potere. "Non siamo obbligati a seguire le indicazioni che vengono dall'estero - ha detto il Presidente del Gabon, Omar Bongo Ondimba - gli africani sono capaci di decidere da soli". Proprio da Bongo, al potere dal lontano 1967, è arrivato un esplicito riconoscimento a Mugabe come Presidente eletto in Zimbabwe.

Da Pretoria, impegnato da mesi a mediare tra le due parti, è giunto un nuovo appello perchè l'avvio di un negoziato che porti alla formazione di un "governo di transizione". Tsvangirai ha più volte espresso la propria disponibilità al dialogo e ieri ha ipotizzato la formazione di un governo che lo veda premier con pieni poteri, con Mugabe a ricoprire una carica presidenziale meramente simbolica. Ieri, nel suo discorso di insediamento anche Mugabe ha annunciato "un dialogo serio" per favorire "un'era di unità e cooperazione". I leader Ua dovranno verificare in queste ore se Robert Mugabe vuole realmente aprire al dialogo e su quali basi.

Sim

 

 

 

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