Muore Dario Fo, da “Mistero Buffo” al Movimento 5 Stelle

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Muore Dario Fo, da “Mistero Buffo” al Movimento 5 Stelle

13 Ottobre 2016

Il premio nobel alla letteratura Dario Fo è morto questa mattina a Milano. Fo era diventato celebre per l’opera teatrale “Mistero buffo“, opera dl 1969 replicata per anni anche in giro per il mondo. La corporeità dell’attore e il suo celebre linguaggio inventato, tra l’arcaico e il padano, onomatopeico e allusivo, lo resero in poco tempo uno degli sperimentatori più di rottura del mondo teatrale italiano e internazionale, rifacendosi a una tradizione che affonda nella Commedia dell’Arte e nel teatro all’italiana.

Fo e la sua compagnia, in cui ha sempre avuto un posto di tutto rilievo Franca Rame, hanno avuto un legame diretto con la politica. Fo si allontana presto dal Pci per avvicinarsi alle organizzazioni extraparlamentari, poi l’occupazione della Palazzina Liberty a Milano, occupata e poi legalmente affidata ai due attori dal Comune, in cui la coppia percorse l’impervia strada del teatro politico in anni di stragi, morti, feriti, sequestri. 

Delle opere di Fo si ricorda “Il dito nell’occhio“, satira contro il potere del 1953, “Sani da legare”, subito colpito dalla censura con anche un primo scontro di Fo con la Rai, e l’abbandono della sua trasmissione radio. Nel 1962, Fo abbandona la direzione di  “Canzonissima“, l’ostracismo in Rai durerà 15 anni. Fo era Nato nel 1926 a San Giano (Varese) da un ferroviere e una contadina, studia pittura a Brera e architettura al Politecnico di Milano. Dopo la guerra l’incontro con Franco Parenti che lo spinge alla stesura di alcuni sketch e a calcare le scene del varietà e della commedia musicale. Negli anni ’60 acquista popolarita’ con una serie di commedie, fino al successo di “Mistero buffo“.

Nel suo teatro politico, Fo racconta gli eventi degli anni settanta, “Morte accidentale di un anarchico” sul caso Pinelli, “Pum pum! Chi e’? La polizia!” (accusato di vilipendio alle forze armate), “Ci ragiono e canto”, “Il Fanfani rapito”, arrivando nel 1977 a “Tutta casa letto e chiesa” di e con Franca Rame e al “Fabulazzo osceno” del 1982, e ancora il “Dario Fo recita Ruzzante” del 1995 al festival di Spoleto, incontro col grande drammaturgo veneto del ‘500 che, per ricerca linguistica e temi popolari rimanda al “Mistero buffo”. 

Il Nobel alla letteratura viene vissuto da molti come un momento di rottura verso una cultura paludata, l’alta cultura, a cui seguiranno due lauree honoris causa alla Sorbona di Parigi e alla Sapienza di Roma. Tra i libri di Fo “Manuale minimo dell’attore“, in cui rivisita la Commedia dell’Arte e racconta a suo modo e col suo lavoro una certa storia del recitare. E’ del 2001-2002 l’ultima vera, lunga e trionfale tournee per i teatri di mezza Italia, con la Rame (morta nel 2013), in cui lui recita “Lu santo jullare Francesco” (nato per un Festival di Spoleto). Negli ultimi anni l’attore aveva sostenuto il Movimento 5 Stelle.