Home News Mussi rimuove Pistella dal Cnr ma non è ancora soddisfatto

Mussi rimuove Pistella dal Cnr ma non è ancora soddisfatto

1
23

Alla fine Fabio Mussi ce l’ha fatta. Cacciare Fabio Pistella dal Cnr era l’unica, tra le promesse elettorali con cui ha incantato le folle dei ricercatori italiani, che il ministro fosse in grado di mantenere. Ci aveva già provato l’anno scorso, cercando di nominare Pistella all’Autorità per l’Energia, ma il Parlamento aveva bloccato la nomina. Poi ci aveva provato con il dileggio e discredito, facendo circolare dubbi – poi rivelatisi inconsistenti – sul curriculum dello stesso Pistella. Alla fine, dopo più di un anno di tentativi, il colpo è andato a segno: il Consiglio dei Ministri del 20 Luglio ha nominato il Prof. Fabio Pistella alla presidenza del Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA). Si tratta di una importante istituzione pubblica ed è dunque un concreto  riconoscimento a Pistella per la sua professionalità e per i buoni risultati conseguiti alla guida del CNR, che il ministro dovrebbe intanto avere il buon gusto di ammettere in pubblico.

 
Ma la partita di Mussi è vinta solo a metà.  Pistella, infatti non è facilmente sostituibile. Dal consuntivo del CNR si rileva che il contributo dello Stato di 548 milioni di euro non basta nemmeno per gli stipendi. Gli oltre 520 milioni necessari per  le attività scientifiche dell’Ente provengono da una vasta attività di collaborazione promossa da Pistella e dal CdA con Unione Europea, Regioni, enti pubblici ed industrie. E ciò richiede competenze di tipo manageriale  non comuni in un presidente, pena il dissesto dell’ente.

Pistella aveva la presidenza del Cnr quando questo era appena uscito da una lunga fase di commissariamenti e da un succedersi di riforme che avevano per lungo tempo impedito l’assestamento dell’ente. L’arrivo del governo Prodi aveva di nuovo aggravato la situazione: sia con l’accanimento monomaniacale sulla rimozione del presidente in carica, sia per l’ assenza di chiari indirizzi su missione, struttura, organizzazione e finanziamenti del CNR. Nel disegno di legge Mussi infatti, la cui inconsistenza e strumentalità ha richiesto finora quattro letture in Parlamento, evita completamente qualsiasi indicazione di questo tipo e si limita a manovrare la governance  dell’ente per facilitare il controllo del governo sulla sua attività.

La mancanza di una visione strategica del Ministro e del Governo Prodi sullo sviluppo scientifico e tecnologico del paese (Il Piano Nazionale della Ricerca, come richiesto per legge, non è stato aggiornato da Mussi, il DPEF tace sull’argomento, e i finanziamenti alla ricerca si avviano a toccare il minimo storico di sempre), i lunghi tempi previsti per approvare un nuovo Statuto e  regolamenti del CNR pongono pesanti interrogativi sul futuro di oltre 15.000 persone che operano nell’Ente.

 
In tutto questo Mussi sembra pensare solo a portare a termine il suo gioco di potere. Per prendere il controllo del Cnr deve infatti nominare il nuovo presidente e abbiamo visto che non è facile. Nel frattempo, secondo le regole, la gestione passerebbe al vice-presidente, Roberto De Mattei, docente di storia moderna all’Università di Cassino, che Mussi sembra avere in dispetto più ancora di Pistella. Se non va via anche lui la conquista del Cnr non è completa. Così sembra aver pronta una nuova strategia che, se confermata, assomiglierebbe molto all‘ “affaire” del Generale Speciale messo in moto dal ministro Visco. Secondo un comunicato del 20 luglio 2007 dell’Usi/RdB un sindacato di base di categoria, “si è in attesa della nomina di un commissario al CNR dopo che lo stesso Pistella e almeno 3 componenti del CdA del CNR avranno rassegnato le dimissioni”.  Secondo la legge n.127 del 4 Giugno 2003, nel caso di contemporanea cessazione del Presidente e di un terzo dei componenti del CdA (e cioè di tre degli attuali membri),  il Presidente del Consiglio dispone la decadenza degli organi in carica.


Ora, dei sette membri del CdA,  i due nominati dal precedente Governo sono refrattari ad indebite pressioni. Gli altri membri designati  dalla Conferenza Stato-Regioni, (Prof. Federico Rossi), dall’Unione delle Camere di Commercio, (Dr. Vico Valassi), dalla Confindustria (Dr.ssa Diana Bracco)e dalla Conferenza dei Rettori (Prof. Marcello Fontanesi) hanno operato con competenza e professionalità nel loro incarico senza alcun rilievo degli organi di vigilanza. Ma, sembra far intendere il comunicato dell’Usi, potrebbero essere revocati dalle rispettive istituzioni e senza motivo. O peggio potrebbero essere indotti a dimettersi per accelerare la morte di tutto il Cda. Le voci che circolano danno questa operazione già in corso. Eppure il governo dovrebbe aver imparato dai casi “Speciale” alla Guardia di Finanza e del consigliere Petroni alla Rai, che forzare le regole non conviene e che gli illeciti, quando ci sono, prima o poi vengono a galla. Davvero Prodi, dopo aver pagato l’alto prezzo della vicenda Visco-Speciale è pronto a immolarsi per il caso Mussi-Cnr?

  •  
  •  

1 COMMENT

  1. RICERCATORE CNR
    Condivido pienamente il contenuto dell’articolo. Mi appare sinceramente inaccettabile che l’attuale governo faccia di tutto per rimuovere presidenti o alti responsabili dai loro incarichi, muovendoli in altri incarichi, secondo l’antico “promoveatur ut moveatur” solo perchè, in sostanza, espressione della precedente classe politica. Ciò peraltro vale per entrambi i poli: destra e sinistra.
    In questo balletto delle poltrone, peraltro, i soli a rimetterci sono sempre e solo i lavoratori, nel caso specifico i ricercatori e i dipendenti della ricerca, ai quali viene di fatto tolta una guida, per buona o cattiva che la si possa ritenere (ma questo andrebbe casomai verificato almeno con un referendum interno di tutti i dipendenti e non attraverso le indicazioni partigiane di gruppi simpatizzanti per questo o quel colore politico).
    La verità è che dei dipendenti non interessa nulla a nessuno; quello che appare interessi è esclusivamente l’impossessamento politico di una poltrona. Per poi ovviamente farne l’uso più illecito possibile da parte del potente di turno.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here