Mutui. Abi, fino a giugno rate sospese per 24mila famiglie in difficoltà

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Mutui. Abi, fino a giugno rate sospese per 24mila famiglie in difficoltà

Mutui. Abi, fino a giugno rate sospese per 24mila famiglie in difficoltà

02 Agosto 2010

"Tra febbraio e giugno 2010, le banche hanno sospeso mutui per 3,2 miliardi di euro a circa 24mila famiglie". L’Abi aggiorna così il bilancio del "piano famiglie", che anche dall’accordo sulla sospensione delle rate di rimborso dei mutui siglato lo scorso dicembre tra l’associazione bancaria e le associazioni dei consumatori, come strumento immediato di aiuto per le famiglie in difficoltà.

Così, spiega l’Abi commentando i dati del monitoraggio sulla sospensione dei mutui, "la liquidità in più per far fronte alla crisi, ha raggiunto una quota pari a 155 milioni di euro. Ogni famiglia avrà dunque a disposizione in media 6.800 euro in più.

Secondo i dati forniti, nel 90% dei casi la sospensione ha riguardato l’intera rata. Mentre "la causa più frequente che ha determinato la necessità di ricorrere a questa opportunità nelle posizioni in bonis (senza ritardi nei pagamenti) è stata la sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario (cassa integrazione, mobilità ecc.). Nelle posizioni con ritardo nei pagamenti, invece, la cessazione del rapporto di lavoro subordinato".

Il maggior numero di domande ammesse è al Nord con il 58,5%, seguono Sud e isole con il 22,2%, e il Centro al 19,3%. Il piano, ricorda l’Abi, "è partito il primo febbraio e i clienti potranno presentare richiesta per attivare la sospensione fino al 31 gennaio 2011, con riferimento ad eventi accaduti dal gennaio 2009 al 31 dicembre 2010".