Mutui case, le rate diventano 18 ma il decreto non viene ritirato

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Mutui case, le rate diventano 18 ma il decreto non viene ritirato

03 Marzo 2016

Basteranno 18 rate del mutuo (anche non consecutive!) non pagate e la casa, costata magari lacrime e sudore, sarà delle banche. Da 7 a 18 rate: questo il sostanziale correttivo che la maggioranza proporrà in Commissione Finanze, insieme al fatto che questa facoltà non potrà essere retroattiva. 

 

Sulla vicenda del decreto mutui ora il governo pensa di uscirsene così, magari mettendo qualche restrizione in più alla requisizione delle case dei muatuatari morosi, alla vendite facili di questi immobili da parte delle banche, con altre modifiche o correzioni che ieri il Pd ha subito promesso di fare dopo che M5S era salito sulle barricate. L’ultimo atto del Governo Renzi è stato comunque sommerso dalle critiche e il bello è che lo stesso Pd sembra essere stato preso alla sprovvista.

 

La miccia delle polemiche è stata accesa proprio sul recepimento della direttiva Ue per i mutui, che nel decreto del Governo introduce la possibilità per le banche di esproprio delle case dei mutuatari insolvente. La normativa è all’esame del Parlamento, ma ieri Movimento 5 Stelle ha protestato in tutti modi dopo aver fatto ostruzionismo nelle Camere contro le nuove norme. I grillini hanno anche lanciato una campagna sui social #LaCasaNonSiTocca, “occupando” i corridoi di Montecitorio impedendo l’ingresso in commissione dei deputati, esponendo striscioni sventolati fin sotto il banco della presidenza della Camera al coro "giù le mani dalla casa". Le proteste hanno portato ad interrompere la seduta più volte. Sono stati espulsi tre deputati grillini e Fiano (Pd). L’ufficio di presidenza di Montecitorio che si è riunito questa mattina ha sanzionato, in tutto,  undici deputati del Movimento 5 Stelle. Tutti sanzionati per le proteste contro la direttiva Ue sui mutui di ieri in aula alla Camera. Non è stato invece esaminato il caso del deputato Pd.

 

All’inizio della settimana prossima la Commissione Finanze voterà il parere sul decreto mutui. Un parere in cui verrà chiesto al Governo di mitigare la norma sia sotto il profilo dei tempi che delle condizioni che possono determinare una vendita libera dell’immobile in caso di inadempimento. Quello che i parlamentari esigono è chiarire quando si manifesta l’inadempimento, e che vengano poi indicati il lasso di tempo che deve trascorrere prima che scatti la misura e la percentuale di debito non pagato.  Ma uno dei punti in cui si chiede che venga investita tutte la chiarezza possibile è la fase (delicata) in cui la banca informa e prospetta al contraente la stipula e la firma di questa condizione di vendita. Il viceministro Zanetti (Scelta civica) ha aperto a correzioni di tiro sul testo del decreto.  

 

Sulla vicenda mutui è intervenuto ieri anche Gaetano Quagliariello, senatore e fondatore del movimento Idea. "Dopo tutto quello che si è letto e visto in materia di banche, banchieri e risparmiatori, in una fase di profonda crisi tutt’altro che superata, e in un contesto sistemico quale quello che il governo sta disegnando, la norma sui mutui e la requisizione automatica delle abitazioni non può non suscitare il massimo allarme", ha detto Quagliariello. "E’ evidente che le obbligazioni contratte vadano onorate, ma in un momento di così profonda crisi automatismi di questo tipo, magari inconsapevolmente accettati da cittadini che in buona fede sottoscrivono un mutuo e poi vengono a trovarsi in uno stato di oggettiva difficoltà, rischiano di produrre sconquassi sociali".

 

"La situazione è del tutto schizofrenica: si rivendica di aver facilitato attraverso la riforma del lavoro l’accesso ai mutui da parte dei giovani (titolari di contratti di lavoro formalmente stabili che sostanzialmente non lo sono); si mettono pezze a colori per coprire il dissesto di istituti di credito che hanno raggirato onesti risparmiatori e innaffiato di prestiti ed erogazioni opache e discrezionali gli amici e gli amici degli amici; e ora, a fronte di tutto ciò, si sfodera il pugno di ferro introducendo pericolosi automatismi. Soluzioni simili, peraltro, sono state già sperimentate con risultati non particolarmente brillanti rispetto alle esazioni di Equitalia, producendo per conseguenza inintenzionale problemi peggiori di quelli che si intendeva risolvere. Ora ci viene detto che la norma sui mutui è richiesta dall’Europa".

 

"Ma, chissà perché, nella strada da Bruxelles a Palazzo Chigi le misure in materia di banche subiscono sempre qualche ritocco, come già è avvenuto per le clausole di salvataggio dei banchieri responsabili dei dissesti contenute nel decreto salva-banche. Questo – conclude Quagliariello – è il metodo del governo Renzi: per alcuni cittadini le regole si applicano, per alcuni banchieri si interpretano".