Mutui: è meglio che il Governo ne stia fuori

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Il rialzo dei tassi di interesse che colpisce i paesi della UE e gli Stati Uniti sta mettendo a dura prova il bilancio di molte famiglie che negli anni scorsi avevano assunto debiti con il tasso di interesse variabile.

Nell'ipotizzare misure correttive, occorre evitare inutili demagogie e interventi di natura espropriativa. Il rischio infatti è che si danneggi in maniera permanente il settore cruciale dei mutui ipotecari, con la conseguenza che per aiutare, oggi, alcuni, ne risulteranno danneggiati,  per molti anni a venire, tutti coloro che vorranno indebitarsi per acquistare una casa.

Se infatti il governo dovesse intervenire di imperio per congelare gli interessi sui mutui a tasso variabile, come richiesto da alcuni, si determinerebbe un grave precedente che farebbe venire meno la certezza dei contratti. Di fatto per tutti gli operatori che offrono prestiti si renderebbe necessario aumentare il premio al rischio su tutti i prestito, con un aumento dei tassi che affliggerebbe anche i debitori virtuosi.

Dannosa sarebbe anche l’ipotesi di intervenire con risorse pubbliche per concedere sussidi in conto interesse a soggetti fragili. In questa maniera si allevierebbero nell’immediato i problemi dei debitori, e anche delle banche, ben liete di vedersi ripagate dallo Stato invece che dal mutuatario. Il danno permanente che si farebbe, in questo caso, sarebbe di creare un grave precedente e accrescere l’azzardo morale. Ossia sarebbe disincentivata, in futuro,  la attenta valutazione del merito di credito da parte della banca, nella consapevolezza che un soggetto terzo, lo Stato, interverrebbe se ci fossero problemi.

 La questione andrebbe quindi affrontata ricercando soluzioni di mercato e non contro il mercato. Per le banche, d’altronde, un mutuo in sofferenza rappresenta comunque un costo, una perdita. Potrebbe essere per loro molto più conveniente acconsentire a una libera rinegoziazione o sostituzione del vecchio mutuo, pur di evitare le procedure di recupero del credito, lunghe e incerte.

Negli Stati Uniti, ad esempio, i principali operatori del settore starebbero considerando di congelare i tassi di interesse sui mutui a tasso variabile per alcune categorie di debitori più disagiati, onde evitare di dovere avviare le procedure di recupero. Certo,  il progetto è sostenuto dal Segretario del Tesoro Paulson,  ma in questo caso la soluzione è stata messa a punto e concordata  tra gli operatori,   non imposta dal Governo.   

Purtroppo, ne l nostro paese, ciò che ostacola la riformulazione del contratto di mutuo è la presenza di elevati costi di transazione, costituiti dalle imposte che si andrebbero a pagare per cancellare e iscrivere una nuovo mutuo, e le spese per il servizio del notaio. In queste circostanze, se lo Stato volesse intervenire  potrebbe sospendere l’imposta dovuta per l’iscrizione dell’ipoteca sui nuovi mutui contratti dai debitori disagiati in sostituzione dei vecchi mutui, contribuendo quindi a ridurre i costi di transazione e facilitando l’accordo spontaneo tra le parti.

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5 COMMENTS

  1. Mutui: è meglio che il Governo ne stia fuori
    Quante sciocchezze hai detto in questo articolo. E’ meglio che il governo intervenga per ristabilire l’ordine economico che adesso e’ in mano a dei pirati e mascalzoni conclamati, si riprenda in mano il controllo della moneta e delle banche e congeli: il pagamento delle rate dei mutui bancari a tasso fisso e a tasso variabile e tutti i contratti derivati sui mutui ipotecari di qualsiasi classe. La caduta dell’economia e del dollaro e’ appena iniziata e se non si fara’ qualcosa ci travolgera’ tutti.

    ciao ciao

  2. Mutui:è meglio che il Governo ne stia fuori
    Io, ringraziando il cielo, non ho avuto bisogno di prestiti per comprarmi la casa. Ma la mia os-
    servazione è un’altra. Se io sottoscrivo un mutuo a tasso variabile con un istituto di credito della
    durata poniamo di 25 anni a tasso variabile quando la curva dei tassi stà verso il fondo del
    ciclo, è inevitabile che quando il trend dei saggi
    di interesse praticati dalle banche centrali salirà, anche io mi troverò a pagare più interessi
    sul prestito contratto. Va da se che la rata sarà
    maggiore. Ora la domanda da porsi è: Perchè il
    cliente sottoscrive un mutuo a tasso variabile
    sapendo di correre il rischio di pagare più cara
    la rata di rimborso? Risposta semplice: Perchè
    quando il consumatore ha contratto il prestito
    ha comperato denaro a basso prezzo e quindi ha pensato di fare un buon affare. Il ragionamento
    fila fin quando il mercato non presenta sorprese.
    M aime con l’attentato alle torri gemelle e l’entrata con forza della Cina nel mercato mondiale le cose si sono capovolte in modo dram-
    matico e quello che fino a ieri era un buon affare è diventato pessimo. Mai fare i conti senza l’oste!
    Cordiali saluti.

  3. Alberto, scusa, ma hai idea
    Alberto, scusa, ma hai idea di quello che vai proponendo? Le banche non sono degli Istituti di Beneficenza ma di credito, e sono aziene nate per guadagnare.
    Ti immagini se il Governo obbbligasse tutti i bar a vendere il caffè a 50 cnt? O la carne sottocosto? Io spero che tu volessi scherzare.
    Questo è l’unico articolo intelligente che ho letto dall’8 agosto ad oggi e mi complimento con l’autore, anche se non lo conosco!!

  4. problemi su mutui in sofferenza
    ce un nuovo modo per risolvever questo grosso problema…..per saperne di piu ciamate il 338 1572928 ..ce sempre una soluzione altrimenti non sarebbe un problema ma sarebbe una realta….nan fatevi rovinare…ciao…

  5. vorrei sapere se c e
    vorrei sapere se c e qualcuno che ne capisce veramente qualcosa d economia fino adesso credo di no stanno facendo delle manovre a tentativi mi dispiace dirlo ma siamo tutti nei guai poi vedrete ciao

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