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Myanmar: monaci buddisti sequestrano funzionari governativi

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Diverse centinaia di giovani monaci buddisti del Myanmar hanno sequestrato un gruppo di funzionari governativi dopo aver bruciato quattro delle loro macchine, e ora li tengono in ostaggio all'interno di un monastero in una cittadina di provincia.

I funzionari della cittadina di Pakokku, 600 chilometri a nordovest della capitale Yangon, si stavano recando nel monastero per scusarsi con i monaci, dopo che l'esercito aveva sparato in aria per minacciare i monaci che ieri avevano organizzato una manifestazione di protesta contro il governo.

Una folla di circa 1.000 persone si è radunata di fronte ai cancelli del monastero. Al momento non sia ha notizia di un intervento da parte dell'esercito o della polizia.

Ieri più di 200 monaci avevano marciato a Pukokku per protestare contro la giunta militare del Paese, e per chiedere condizioni di vita migliori, dopo l'aumento vertiginoso dei prezzi del carburante.

La polizia e l'esercito hanno reagito arrestando decine di monaci e sparando in aria per disperdere la folla.

L'episodio è solo l'ultimo di una serie di scontri che vedono contrapporsi il regime militare del Paese contro i monaci e gli attivisti per la democrazia.

La giunta militare continua a detenere agli arresti domiciliari il premio nobel per la pace e leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi.

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