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Napoli. Racket nel cantiere della Chiesa, condanna severa della Curia

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Il racket della Camorra è entrato in azione ieri pomeriggio, poco dopo le ore 17, nel cantiere della costruenda nuova chiesa di Maria Santissima del Buon Rimedio al rione Don Guanella a Scampia. Escavatori, vernici, altro materiale edilizio, tre container adibiti ad uffici, tutto dato alle fiamme dagli uomini della Camorra, nemmeno la Chiesa scampa al pizzo degli esattori.

Proprio mentre era in corso l'azione criminosa nella vecchia chiesetta di Maria Santissima del Buon Rimedio, un prefabbricato vecchio decine di anni, il parroco, don Alessandro Gargiulo stava dicendo messa davanti a decine di fedeli, uomini, donne, anziani e bambini. Ad un certo punto qualcuno si è accorto del fumo che proveniva dal vicino cantiere e ha dato l'allarme. Qualcuno ha avvertito il 113.

Don Gargiulo con i suoi fedeli è accorso subito per rendersi conto di cosa stesse accadendo. Poco dopo gli altri parroci 'di frontierà dei vicini quartieri di Secondigliano, Miano, Piscinola e Marianella sono accorso nel cantiere che bruciava per esprimere solidarietà al parroco don Gargiulo e al popolo di Scampia. Don Alessandro Gargiulo è stato il primo sacerdote ad essere nominato parroco dall'arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, pochi giorni dopo il suo insediamento a capo dell'Arcidiocesi di Napoli. Un legame profondo lega il cardinal Sepe alla terra di Scampia, quartiere simbolo del degrado di Napoli e primo luogo che ha visitato appena giunto nella città, ancor prima di raggiungere il palazzo arcivescovile.

"È giunta notizia dei danni arrecati al cantiere per la costruzione della nuova chiesa di Maria Santissima del Buon Rimedio nel rione Scampia, sembra che sia stato appiccato il fuoco e siano stati danneggiati mezzi e attrezzature. È evidente che al momento non si conoscono le motivazioni e i responsabili ma, tenendo conto delle modalità dell'accaduto, per come sono state riferite, è molto probabile che si tratti di un atto intimidatorio". Così la Curia di Napoli in una nota diffusa alle redazioni a seguito della notizia dell'attentato avvenuto la scorsa notte nel cantiere della Curia al Rione Don Guanella dove è in costruzione una nuova chiesa. "Rispetto a tale ipotesi -sostengono in Curia- e dinanzi a tanta protervia non si può che restare sgomenti e indignati per l'azione delittuosa messa in atto probabilmente in maniera proditoria. La Chiesa di Napoli si stringe con solidarietà e compattezza al parroco e a tutta la comunità del costruendo edificio di culto, facendo sentire tutto il calore della vicinanza e della condivisione del dolore per il vile gesto che squalifica e disonora unicamente le persone che l'hanno messo in atto che certamente non può ricadere sull'intero rione Scampia, al di là del disagio sociale procurato da un manipolo di individui che ha scelto la strada della violenza e del malaffare e fatto nella stragrande maggioranza di gente onesta, laboriosa ed estremamente dignitosa che merita il massimo rispetto da parte di tutti".

Nel comunicato dell'Arcidiocesi di Napoli si ricorda "a chi forse non è abituato a sentire parole di giustizia, di legalità e di pace, che atti come quello che è stato consumato, arrecato un danno immenso all'intera città di Napoli, piegata non solo da mali antichi ma anche dalla prepotenza di una minoranza di facinorosi". La Chiesa di Napoli con tono inflessibile ha poi sostenuto che "con gli atti intimidatori non si va da nessuna parte: bisogna tenere presente che da sempre la Chiesa alla sequela di Cristo è vicina ai più umili e ai più deboli lavorando per il bene della singola persona e dell'intera comunità cittadina".

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