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I cento giorni

Napolitano ammonisce i partiti: “Niente calcoli di convenienza”

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Alla Conferenza dei prefetti, il presidente Napolitano torna ad ammonire i partiti sulle riforme: "Se non si imboccherà la giusta direzione, a farne le spese sarà la credibilità del nostro Paese, della politica e della democrazia", dice il Capo dello Stato chiedendo stabilità istituzionale, che giudica la "condizione primaria" per il rilancio dell'Italia. Un richiamo, l'ennesimo, davanti a fibrillazioni e tensioni tra Pd e Pdl, che rischiano di infrangersi sul processo riformatore. Fatto il giorno dopo l'insediamento della Commissione dei Saggi e nel giorno in cui il Senato dà il via libera al "Comitato dei 40". Al bando, dunque, i "meschini e convulsi calcoli di convenienze", piuttosto "Il governo operi serenamente e il Parlamento faccia costruttivamente e con lungimiranza la sua decisiva parte". Ma Napolitano fa anche un richiamo ai prefetti, affinché prestino attenzione all'ordine pubblico, difendendo lo Stato "dalla esasperazione estremistica e dalla violenza eversiva" frutto del drammatico acuirsi della crisi economica. "Oggi alle difficoltà per molti aspetti drammatiche di imprese e mondo del lavoro si accompagnano tensioni da affrontare con forte attitudine al confronto e all'ascolto", aggiunge pensando ai recenti fatti di cronaca. Il ''disagio sociale", infatti, deve essere il "fronte principale per tutti''.

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1 COMMENT

  1. ammonimento
    Il presidente Napolitano farebbe meglio ad ammonire i partiti a non occuparsi dei cosiddetti diritti gay: non vogliamo la dittatura statocentrica, nè tan to meno la dittatura della lobby gay.
    La società non si salva fino a quando non saranno ripristinati i diritti di Dio.
    Invano si affanneranno Letta, Quagliariello, Alfano e la lobby trasversale dei Galan e bondi ed altri, se non si rispetta il Creato (cosmo fisico e cosmo della persona), così come lo ha voluto il suo Creatore. Sodoma Cadrà, La torre di Babile precipiterà.

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