Napolitano e gli studenti: i limiti del “dialogo”

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Napolitano e gli studenti: i limiti del “dialogo”

23 Dicembre 2010

…diciamocela tutta! Con tutto il rispetto dovuto al Capo dello Stato Giorgio Napolitano: forse doveva attendere che il Parlamento terminasse il suo lavoro sul ddl Gelmini di riforma dell’Università, prima di ricevere gli studenti che sono apertamente contro la proposta del Governo.

Certo, è innegabile che il Capo dello Stato li abbia ricevuti per lanciare un segnale di distensione e dialogo non solo agli studenti, ma anche al mondo politico, dopo gli scontri della settimana scorsa e per chiarire prima di tutto che l’ascolto preventivo delle parti è una delle massime espressioni democratiche e di esercizio del potere.

Lasciano però perplessi le modalità inusuali con le quali il Presidente si è reso disponibile all’incontro già prima che gli studenti lo chiedessero: annunciandolo, non senza enfasi, a mezzo stampa. Così è ovvio che l’incontro fosse scontato. Ma è chiaro che le vie della moral suasion sono infinite.

Ora però, se fosse vera, come riporta la stampa nazionale, la disponibilità del Presidente a ricevere le proposte alternative degli studenti e a valutarle, mi sorge un dubbio: il Parlamento ne sarebbe depotenziato nella sua funzione legislativa? 

Già perchè la grande disponibilità di Napolitano all’ascolto di una visione di parte su di un disegno di legge del Governo, pur avendo ribadito quali sono le sue prerogative ma mentre questo veniva discusso nelle aule parlamentari, di fatto apre uno scenario innovativo.

Da un lato il Presidente è, da oggi in poi, il referente unico e privilegiato di ogni gruppo di pressione che intenda incidere significativamente nell’iter legislativo presentando direttamente al Quirinale eventuali proposte alternative o emendative, dall’altro il Presidente, così facendo, ha innovato e non di poco il Suo ruolo, aprendolo ad un profilo più moderno, più incisivo.

Ponendosi all’ascolto delle diverse istanze (per ora ha ascoltato solo gli studenti contro il ddl Gelmini) il Presidente sembra voler indicare la via di una riforma del Suo ruolo costituzionale in senso maggiormente  proattivo e propositivo sul fronte legislativo, rispetto al ruolo di legislatore che costituzionalmente ancora è del Parlamento.

Se così fosse Napolitano, che da oggi è disponibile ad ascoltare chiunque a Lui si rivolgerà per protestare nel bene e nel male su una proposta di legge all’esame delle Camere, magari per formulargli proposte alternative,  avrebbe il grande merito di aver indicato la via di riformare il Paese partendo proprio dal suo colle più alto, forse aprendo uno spiraglio sulla via di una Repubblica Presidenziale, magari federale come piacerebbe alla Lega.

(Francesco Comellini)