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Narducci nominato assessore: De Magistris contro tutti, anche contro Napolitano

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Non sono servite neanche le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a dissuadere De Magistris dal nominare Giuseppe Narducci assessore alla Sicurezza. In maniera indiretta, ma non per questo meno chiara e incisiva, il Capo dello Stato aveva manifestato proprio questo pomeriggio la sua contrarietà verso l'ipotesi ormai divenuta realtà. Lo aveva fatto in occasione della sessione di apertura dell'assemblea pubblica dell’Unione Industriali di Napoli, con una frecciata rapida ma significativa: «Il Csm ha sollevato la questione. Il legislatore è in ritardo su queste cose», aveva detto riferendosi all'innegabile commistione tra politica e giustizia che la vicenda porta in sé sin dall'inizio.

Un avvertimento, neanche troppo velato, giunto dopo altri autorevoli pronunciamenti contrari sulla nomina di Narducci. Nei giorni scorsi ci sono stati, infatti, l'alt del presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, che si è espresso giudicando "inopportuna " e contraria all'articolo 8 del codice deontologico la probabile designazione del pm ad assessore, e la secca bocciatura da parte del Csm, che per bocca del vicepresidente Michele Vietti ha ribadito la sua "assoluta contrarietà" all'assunzione di incarichi amministrativi da parte di quei magistrati che su quel medesimo territorio hanno esercitato la propria giurisdizione.

A quanto pare nessun parere, per quanto autorevole, è riuscito a far cambiare idea a "Giggino", che tira dritto per la sua strada portando alta la bandiera dell'intreccio tra giustizia e politica. Di cui egli stesso, peraltro, è il primo interprete.

Del resto, a riscontrare l'esistenza di un vuoto normativo che regoli il rapporto tra i due poteri dello Stato in circostanze del genere, è stato proprio Napolitano. E sulla necessità di colmare tale lacuna è intervenuto, nei giorni scorsi, il vice presidente vicario dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, annunciando la presentazione di un disegno di legge volto ad evitare la possibilità di passare dal ruolo di magistrato inquirente a quello di amministratore nello stesso territorio.

La nomina di Narducci non piace neppure ai centri sociali, che hanno avuto un ruolo importante nella sua elezione a sindaco, ma che hanno avversato sino all'ultimo De Magistris in questa sua scelta: "Da oggi Narducci non è più magistrato e noi siamo felici – aveva dichiarato questo pomeriggio Pietro Rinaldi, consigliere comunale che fa capo al centro sociale Insurgencia - ma devo specificare che avevamo un'altra idea della sicurezza e dei diritti in città e non mi riferisco solo al pm, ma anche ad esempio al comandante dei vigili urbani Sementa». Pesa sul giudizio dei centri sociali l'inchiesta, portata avanti nel 2008 proprio da Narducci, sui manifestanti che si battevano contro la discarica di Chiaiano, tra cui peraltro c'era anche Rinaldi.

Insomma, si assiste ancora una volta all'uno contro tutti di De Magistris. Che aveva liquidato le critiche di Palamara replicando "io sono il sindaco di Napoli, lui il presidente dell'Anm". E che adesso, con questa nomina, ha liquidato anche quelle della più alta carica dello Stato.

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