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Nasce il Comitato laico in difesa della famiglia

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Per iniziativa di un gruppo di intellettuali, cattolici, ebrei, musulmani, ma anche non credenti, dalle appartenenze politiche e culturali più varie nasce il Comitato per la difesa laica della famiglia. Giuristi, economisti, rappresentanti della società civile, ma anche storici, giornalisti, sociologi,  tutti sono concordi nel difendere la famiglia dagli attacchi ripetuti e molteplici che ne stanno minando le fondamenta, consapevoli che la difesa dell’istituzione familiare, intesa in senso tradizionale, significa difendere la cultura e i valori su cui si è fondata e sviluppata la nostra società occidentale. L'Occidentale pubblica il testo dell'appello pro family. Per aderire, basta scrivere un commento.

 

Il testo dell'appello

Che paese sarà l’Italia fra trent’anni? Troppi ritengono che questa domanda riguardi soltanto i cattolici. Ma non è così. Essa riguarda tutti. Riguarda tutti il deteriorarsi evidente della società italiana, così come gli esempi sempre più frequenti della nostra clamorosa debolezza nel formare le nuove generazioni. E proprio a nessuno è dato ignorare i drammatici segni di collasso sociale provenienti dai paesi più “civili” del nostro, che in tanti casi ci vengono additati ad esempio di progresso e libertà. A rigore, queste situazioni riguardano proprio coloro che si dichiarano  laici e liberali. Poiché se una società libera non riesce a formare nuovi individui in grado di gestire responsabilmente la libertà, il suo livello di autoritarismo sarà fatalmente destinato a crescere.

 L’Italia di oggi è figlia dell’Italia degli ultimi quarant’anni: l’Italia del miracolo economico e della modernizzazione tumultuosa; del benessere e del consumismo; della secolarizzazione che, tra l'altro, ha portato con sé il divorzio e l’aborto. Non intendiamo oggi rinnegare quella trasformazione, che ha fatto crescere la libertà personale più di quanto non sia – forse – mai accaduto nella storia del nostro Paese. Dobbiamo però smettere di far finta di non aver pagato nessun prezzo, e, laicamente, aggiornare le nostre convinzioni alle esigenze della nostra epoca. Dobbiamo chiederci se la società italiana non sia già oggi diventata del tutto incapace di educare alla libertà i suoi nuovi cittadini. E, per questo, se un colpo ulteriore a quel poco di struttura sociale che ci è rimasto non significhi mettere in pericolo proprio quella libertà individuale che, nelle intenzioni, si vorrebbe ancor più accrescere.

La famiglia della tradizione occidentale ha rappresentato una prima cellula di organizzazione sociale la cui nascita ha preceduto, e di gran lunga, l’affermazione dello Stato moderno. La sua disciplina e la sua tutela si sono storicamente evolute. Ma sempre essa ha mirato a soddisfare due esigenze imprescindibili: assicurare una procreazione socialmente ordinata, indispensabile per la formazione delle nuove generazioni e per la stessa sopravvivenza dell’umanità; tutelare i soggetti meno protetti, come i figli e il coniuge più debole.

Oggi questa storia e quest’evoluzione sono messe in forse da due fenomeni diversi, ma convergenti nei loro effetti. Da un lato il diffondersi di modelli  familiari provenienti da altre culture, nelle quali la dignità della persona non è altrettanto tutelata (l’esempio della condizione della donna nei rapporti poligamici risulta, in tal senso, emblematica); dall’altro la tendenza ideologica, sempre più diffusa, a relativizzare il senso delle conquiste di libertà e civiltà fin qui conseguite, e a completare l’opera di destrutturazione del quadro sociale che le ha rese possibili. Tendenza che proviene dal seno stesso della nostra cultura.

La dignità della persona è così messa in pericolo da nuovi e incalzanti fattori di crisi che hanno per teatro l’intero Occidente: la pressione problematica dei processi d’integrazione; il calo demografico e il conseguente invecchiamento delle nostre società; la preoccupante emersione di fenomeni di contro-modernizzazione.   Per contrastare questi fenomeni occorrono la mobilitazione e il risveglio di tutto il nostro patrimonio culturale e del meglio della nostra tradizione. Di quel patrimonio e di quella tradizione, invece, indebolendo la famiglia e i suoi istituti scegliamo di oscurare le fondamenta. Tutto ciò ancor più che sbagliato ci appare delittuoso.

In questo contesto, la legittima ricerca di nuove e più ampie libertà personali, anche nel campo della sessualità, può e deve avvenire allargando la sfera dei diritti individuali.  Non è stata però questa la via prescelta dal progetto di legge fin qui denominato “Dico”, concepito in larga misura all’interno di una logica statalistica: una soluzione pasticciata e ibrida, tale da generare un surrogato di famiglia che sul versante delle coppie omosessuali non trova giustificazione, e che su quello delle coppie eterosessuali fa concorrenza alla famiglia fondata sul matrimonio anche soltanto civile, indebolendo piuttosto che rafforzando il contesto sociale nel quale si formano i nuovi individui.

La sopravvivenza della famiglia, dunque, non può riguardare solo i cattolici. Essa spetta a tutti quanti siano consapevoli del contributo che essa ha dato all’allargamento della libertà individuale e alla dignità della persona umana, e di quanto queste conquiste, nel nuovo secolo, appaiano precarie e in pericolo. Noi, credenti e non credenti, riteniamo perciò necessario mobilitarci insieme a difesa della famiglia, di ciò che essa ha rappresentato e continua a rappresentare nonostante le crescenti difficoltà e le inevitabili contraddizioni. Siamo certi che vi siano strade attraverso le quali la libertà della persona possa affermarsi senza negare o contraddire quanto edificato dalle generazioni passate. Siamo altrettanto certi, però, che quelle strade non passino per i “Dico”.

Per queste ragioni ci costituiamo in “comitato per la difesa laica della famiglia” e, per questo, contro i Dico; impegnandoci ad assumere tutte le iniziative utili a evitare che una controversia civile si risolva in un insensato conflitto tra laici e cattolici.

L'elenco delle adesioni

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39 COMMENTS

  1. Aderisco con la massima
    Aderisco con la massima convinzione al
    presente appello per la difesa della
    Famiglia .
    Finalmente anche i non credenti prendono coscienza che la difesa di
    questo istituto riguardo tutti noi.
    In gioco e’ l’ Occidente, la sua cultura,la sua storia e la sua civilta’!

  2. Bene, ma fate sinergia!
    Aderisco volentieri a questa importante iniziativa, con la speranza che continui con perseveranza nel tempo e che si riesca a fare sistema con le numerose iniziative e associazioni esistenti in Italia.

  3. comitatp laico famiglia
    aderirisco all’iniziativa.
    Gradirei essere informato sulle future iniziarive
    Carlo Baratta
    vice segretario Ans(ass,naz.sociologi) piemente

  4. Sottoscrivo
    Condivido in pieno questa eccellente iniziativa, quanto mai opportuna visto che smentisce il falso teorema ideologico “credenti contro non credenti”.
    Sostenere la Famiglia è semplicemente ragionevole.

    Non usate l’espressione “famiglia tradizionale” che sa di antiquato: di Famiglia ce n’è una sola.
    Facciamoci sentire!

  5. Comitato laico in difesa della famiglia
    Sottoscrivo parola per parola l’appello laico per la difesa della familgia. Sono anche convinto che per dare maggiore incisività a questa iniziativa sarebbe bene attivarsi non solo sul piano nazionale, bensì anche su quello locale. Magari costituendo sul territorio tanti piccoli comitati di liberi cittadini. La famiglia si difende ogni giono nella vita quotidiana.
    Ubaldo Salomoni, consigliere regionale Forza Italia in Emilia-Romagna

  6. la difesa della famiglia
    Caro Direttore,pur condividendo il valore che la struttura famiglia rappresenta per il tessuto sociale di tutte le societa’ fin dall’ alba dei tempi,va ricordato che le sue caratteristiche (ampiezza, allargamento, compiti ecc.)si sono spesso mutate a seguito dei cambiamenti che sopravvenivano nelle societa’ stesse, e proprio in questa elasticita’,secondo me, e’ racchiuso il segreto della sopravvivenza della nostra razza nel corso dei secoli.Difenderne l’integrita’ e’ sicuramente importante ma i criteri con cui la si definisce non possono e non devono essere ideologici. E’ la funzione che determina lo strumento e sono convinto che questo debba essere l’unico parametro da considerare dal punto di vista storico e scientifico.Cio’ detto credo fermamente che anche certe aberrazioni (coppie omosessuali con figli adottati ecc.)si basino anch’esse su ideologie e rivendicazioni che nulla hanno a che fare con la difesa della famiglia-funzione che e’ cio’ che ci sta a cuore. In mezzo, secondo me c’è il doveroso riconoscimento dei basilari diritti di gruppi di individui che scelgono di condividere un percorso in comune. A tutti questi va data la possibilita’ di vivere all’interno del tessuto sociale con pari dignita’ e prospettive.Un giusto ricoscimento di quanto sopra, NON IMPONE IN ALCUN MODO alle famiglie oggi più tradizionali, di mutare il loro stile di vita,gli ideali e le aspettative abituali.Questo punto deve sempre essere tenuto presente nello svolgimento del nostro dibattito. Attendo eventuali commenti e saluto con cordialita’. M. FASSETTA

  7. Cattolico praticante, di
    Cattolico praticante, di cultura laica, apprezzo l’iniziativa e ne condivido pienamente la finalità.

  8. Sono un laico, uno dei tanti
    Sono un laico, uno dei tanti laici che difendono la cristianità ed i valori che contraddistinguono la sua cultura.
    La famiglia deve essere difesa !
    Sembra strano, ma è così; sembra inconcepibile che si voglia sninuirne il valore etico-sociale, ma è così.
    Difendiamola allora !
    Sono dei Vostri.

  9. Aderisco con grande
    Aderisco con grande convinzione all’appello per la difesa della famiglia, essendo ben cosciente che la drammatica denatalità in Italia ed in altri paesi europei avrà conseguenze gravissime se non ci sarà una chiara inversione di rotta. In questo i politici che hanno a cuore i problemi della famiglia ed il futuro dell’Europa possono fare molto, intervenendo con misure efficaci a sostegno della famiglia e della natalità e che permettano alle giovani coppie di coniugare il lavoro con la cura dei figli piccoli.
    Per quanto riguarda la proposta sui Dico, sono contrario anche perchè se non sbaglio la proposta di legge attuale consentirebbe il facile accesso al permesso di soggiorno a cittadini extracomunitari che stipulassero un patto Dico con un cittadino italiano. Sull’altro tema assolutamente cruciale dell’immigrazione preferisco la filosofia del probabile futuro presidente francese, Sarkozy, ovvero l'”immigration choisie”.
    Ritengo tuttavia che alcune situazioni di disagio reali potrebbero essere risolte tramite la formula dei contratti privati tra conviventi, e quindi sviluppando l’attuale proposta di legge dell’On. Biondi.
    Tale base di partenza potrebbe permettere di arrivare ad una legge finale con un notevole consenso bipartisan.
    Cordiali saluti

  10. Come non condividere il
    Come non condividere il vostro appello? Stiamo scivolando sempre più nel materialismo e in quelle forme di vita che nulla hanno a che vedere con l’organizzazione di una Società fondata sull’educazione dei figli, sul rispetto dei più deboli, sulla condivisione dell’etica.
    Complimenti
    Paride

  11. Aderisco con
    Aderisco con convinzione.
    Eugenio Di Rienzo
    Prof. di Storia moderna.
    Facoltà di Scienze Politiche
    Università di Roma – La Sapienza

  12. Qualsiasi persona di
    Qualsiasi persona di buonsenso, credente o laica che sia, avverte la necessità di riconsiderare in profondità i veri valori dell’individuo e le categorie sociali.

    Quale futuro vogliamo? Quali sono i punti fermi?

    La famiglia (un uomo ed una donna che si uniscono ed hanno la capacità, almeno teorica, di procreare)è un punto di riferimento imprescindibile (vedi mio blog).

  13. La famiglia è la cellula sociale
    Nella società occorre portare dentro tutto il valore dell’individuo,preso in sè, ma anche e sopprattutto in comunicazione con gli altri, in reciproco rapporto. Nella famiglia si realizza il primo evento comunicativo dell’unus versus alium/alios che fonda la società, l’universalità. La famiglia è il primo nucleo fondante della religiosità, sia quella laica, sia quella confessionale, perchè in essa avviene il primo miracolo della vita, che è sacra e santa per tutti. Un miracolo compartecipato almeno a tre individui. La famiglia.

  14. Aderisco e condivido, certo.
    Aderisco e condivido, certo. Temo però che l’analisi vada ancor più approfondita.
    Il cosiddetto ‘superamento’ della famiglia ‘tradizionale’ è in realtà parte di un processo più ampio e, soprattutto, non solo ideale. Non solo di cultura e tradizioni si tratta, non di idealità vaganti che per qualche motivo mutano o si sovrappongono, ma di una spinta oggettiva da parte di un nuovo potere. La famiglia va ‘superata’ in quanto è un’ultima isola di autonomia rispetto all’entità di potere (economico e sociale) che chiamiamo Stato: la famiglia -che anche per un laico è comunque portatrice di un progetto di vita- va ‘superata’ da un apparente maggior spazio da concedere all’individualismo, IN QUANTO quell’individualismo dei ‘diritti’ è il terreno più debole e più fertile per l’affermazione egemonica del buro-potere che li elargisce. E che così si libera dall’essere strumento dei cittadini, ma tutti trasforma in ‘utenti’. Beneficiari di ‘diritti’.
    E’ quel potere dal quale molti si aspettano tutto -dai pannolini ai pannoloni, dalla culla alla tomba- ivi compresi i VALORI cui riferire il nostro vivere.
    Faccio notare -solo a proposito di famiglia- che il Comune veltroniano di Roma è già arrivato a istituire i corsi prematrimoniali municipali: è dunque già nel buro-Comune che si creano e trasmettono valori etici.
    Ciò che sta avvenendo, insomma, è che vecchie ‘tradizioni’, simboli e valori vanno distrutti perchè nuovi vi si vogliono sostituire. Come è sempre avvenuto.
    Ma questi nuovi valori ora sono prodotti al di fuori di noi. Non nei ‘movimenti’ della società reale, ma dall’alto. Per legge. Per via normativa.
    E’ una nuova chiesa, quella che avanza. E’ anzi un nuovo potere, quello che avanza: un potere che vuole essere anche chiesa perchè -semplicemente- è intimamente totalitario.
    Lo chiamiamo ‘Stato’, ma ormai sarebbe meglio dire ‘Grande Fratello’…

  15. La crisi di tutte le
    La crisi di tutte le società civili sta annullando le garanzie delle leggi sulle quali si fonda il patto sociale. C’è un unico modo per reagire: rinsaldare la famiglia come fattore principale di solidità e di rispetto delle persone.

  16. L’appello pro family del
    L’appello pro family del Comitato è quanto mai condiviso e particolarmente nella parte riferita all’allargamento ed alla tutela della sfera dei diritti individuali. Il progetto di legge governativo è totalmente da respingere perché non solo mina le fondamenta della famiglia tradizionale ma contempla forme associazionistiche innaturali, che se restassero tali non mi disturberebbero affatto, ma che invece potrebbero produrre danni nelle future generazioni se a questi gruppi fosse consentita l’equiparazione alla famiglia tradizionale (due mamme o due papà con la più totale confusione nei piccoli da questi gestiti e in quelli a loro contatto). Gli omosessuali dovranno ancora attendere per sdoganare la loro situazione che proprio tanto naturale non è e le fondamentali libertà della persona si possono certamente tutelare anche senza passare attraverso il pasticcio proposto dalla Bindi e dalla Pollastrini.

  17. appello del comitato laico in difesa della famiglia
    condivido appieno l’appello.Il processo destrutturante al quale pochi tristi consapevoli, utilizzando molti vanagloriosi ignavi, hanno impresso una brusca accelerazione, è difficile da far comprendere come sempre accade quando ci si trova a dover spiegare l’ovvio.
    L’anomalia del percorso seguito dagli “illuminati” di casa nostra,è tipico della storia italiana del dopoguerra ed è fatto di incoerenza e deresponsa-bilizzazione. Non è casuale infatti che nessun iperliberista da salotto abbia proposto di modificare il diritto di famiglia del ’75 restituendo piena autonomia agli individui. Meglio lasciare a “Mamma Stato” la facoltà di scegliere, in ragione dei gruppi di pressione che di volta in volta appaiono più forti, su chi far ricadere i costi delle scelleratezze dei singoli. C’è chi opera per convincere le masse che la felicità consiste nel soddisfare ogni bisogno (soprattutto quando questi bisogni vengono creati “in laboratorio”). C’è chi si offre di collaborare a quest’opera convinto che tutto ciò si chiami evoluzione.
    Ma ci siamo anche noi e siamo molti di più di quanto loro riescano ad immaginare

  18. Appello
    Ottima iniziativa! Ho già provveduto a divulgare l’appello tutti gli amici/conoscenti per garantire il massimo della diffusione possibile.
    Tutti coloro che sottoscrivono l’appello si impegnino a sostenere l’iniziativa e a seguirne gli sviluppi.
    Saluti

  19. comitato etico
    Molto bene, completamente d’accordo !
    Difendiamo la vera ed unica Famiglia fondata originalmente da Chi l’ha voluta. Lavoro in campo educativo e oggi più che mai lo smarrimento dei bambini( i futuri adulti) è evidente e porta patologie dovute alla confusione su come o cosa sia la famiglia.
    Alcuni non ne hanno mai fatto e non ne faranno esperienza. La certezza della propria origine porta un robusto senso di identità che compie l’individuo.
    Chiara Frontali

  20. Sono assolutamente d’accordo
    Sono assolutamente d’accordo e Vi invito a pubblicizzare al massimo il Vostro appello.
    Io, come navigante di internet, cercherò di fare altrettanto.
    Mauro.

  21. Quindi se ho capito bene,
    Quindi se ho capito bene, visto che in questo manifesto falsamente laico si vedono divorzio e aborto come due mali, ne consegue che state chiedendo l’abrogazione di quelle due leggi dello stato.

  22. adesione a comitato laico per la difesa della famiglia
    Aderisco con slancio e convinzione. Non l’ho fatto prima solo perchè avevo frainteso, ritenendo che l’adesione fosse riservata a intellettuali e politici. Ora aggiungo molto volentieri il mio nome all’elenco di coloro che sostengono questa iniziativa meritoria e di estrema importanza. Difendere la famiglia significa difendere noi stessi, la nostra civiltà, il nostro passato e soprattutto il nostro futuro. La famiglia che nasce dall’unione di un uomo e di una donna è il nucleo fondamentale da cui ricominciare la battaglia contro il degrado e l’imbarbarimento a cui purtroppo assistiamo quotidianamente.
    Cordiali saluti
    – Enzo Sara –
    Avellino, 11/4/2007

  23. condivido pienamente
    Condivido pienamente l’appello pro-family. Se da un lato è giusto che la convivenza more uxorio abbia qualche riconoscimento in più, non si tratta comunque di una famiglia fondata sul matrimonio. Lo stesso dicasi della convivenza tra omosessuali, anzi in quel caso è anche più forte la mia opposizione. Dobbiamo far credere che è normale e giusto che un bambino sia cresciuto da una coppia gay? I figli fino a prova contraria nascono da un rapporto etero… Credo che in Occidente ci si stia lasciando andare un po’ troppo.

  24. Condivido. Chiunque abbia
    Condivido. Chiunque abbia letto il rapporto sullo stato della famiglia inglese capisce immediatamente che lo Stato ha interesse, in termini puramente egoistici, a favorire quanto più possibile la famiglia tradizionale e la stabilità del matrimonio. Ma quanti giornali hanno pubbilcato il sudetto rapporto?

  25. Condivido pienamente
    Condivido pienamente l’appello. Ormai è giunto il tempo di prendere chiara posizione se veramente siamo convinti della validità dei valori in cui crediamo. Dalla loro difesa oggi dipende il domani per tutti noi, vista l’ondata montante di arroganza per chi osa non omologarsi alla mentalità nichilista e vile imperante.

  26. ADERISCO
    Iniziativa cui aderisco con vivo interesse e soddisfazione: qui non si tratta di religione, è in gioco il ruolo e la sostanza della famiglia in quanto tale; chi si rende responsabile della sua svalutazione manca di qualunque base etica!

  27. Difendere la famiglia è difendere l’intera società
    Penso che tutti siano coscienti che la famiglia è l’istituzione fondamentale di ogni società. Senza famiglia non può esistere una società, per ovvie ragioni che tutti ammettono: è evidente (confermato tra l’altro anche da diverse ricerche, come se l’evidenza intorno a noi già non fosse abbastanza) che i soggetti senza una famiglia forte hanno più problemi in qualsiasi settore. Questo purtroppo limita le loro potenzialità, la loro libertà e i loro diritti, e una situazione del genere non può certo essere un vanto per una qualsiasi società, tanto meno quella che si definisce civile.
    La difesa della famiglia non è una questione religiosa né politica: nessun credo religioso o politico ha il diritto di non occuparsi della famiglia e quindi di difenderne i valori; nessun uomo o gruppo può arrogarsi il diritto di distruggere questo fondamento della società, da cui tra l’altro dipende la sua stessa nascita, crescita e libertà.
    Per quanto riguarda i DICO, ognuno deve avere la libertà di fare le proprie scelte, ma ad ogni scelta naturalmente corrisponde una conseguenza: le leggi devono garantire che le conseguenze alle scelte dei cittadini siano le più eque possibili, senza danneggiare la libertà di quell’individuo, ma neppure ledere i diritti degli altri.

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