‘Ndrangheta. Arrestato il boss Barbaro mentre era dal chirurgo estetico

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‘Ndrangheta. Arrestato il boss Barbaro mentre era dal chirurgo estetico

13 Settembre 2009

I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato la scorsa sera il latitante Carmelo Barbaro, di 61 anni, considerato dagli investigatori un elemento di spicco della cosca De Stefano-Tegano di Reggio e killer per la stessa cosca.

Il boss dell’Ndrangheta è stato bloccato mentre si trovava nello studio di un chirurgo estetico per farsi togliere i tatuaggi che aveva sul petto. Gli investigatori stavano seguendo le sue mosse da oltre un anno, con pedinamenti di persone a lui vicine ed appostamenti in varie zone della città. Stasera, i carabinieri del reparto operativo del Comando provinciale di Reggio si sono resi conto che Barbaro si stava recando nello studio medico situato nella zona di Ponte della libertà, hanno atteso che l’uomo entrasse, quindi hanno fatto irruzione.

Insieme al latitante, i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato anche altre quattro persone per procurata inosservanza di pena, un reato più grave del favoreggiamento, contestato in quanto Barbaro era stato condannato con sentenza passata in giudicato. A finire in manette è stato Francesco Pisano, di 61 anni, di Polistena; il chirurgo estetico presso il cui studio Barbaro si era recato per farsi cancellare dei tatuaggi, la sua infermiera, Maria Assunta Condello (40), di Varapodio, e due coniugi che hanno accompagnato Barbaro, Agostino Ceriola (65) e Anna Pellicone (58), di Reggio Calabria. Al momento dell’irruzione dei carabinieri nello studio medico, l’infermiera ha cercato di nascondere la cartella clinica di Barbaro, ma è stata vista e bloccata. Sul documento c’era il vero nome del latitante. Da qui l’arresto per medico ed infermiera.

Barbaro era inserito nell’elenco dei 30 ricercati più pericolosi d’Italia. Barbaro era latitante dal 2001 dopo una condanna definitiva a 22 anni e cinque mesi di reclusione per associazione mafiosa, omicidio ed altro. Alcuni collaboratori di giustizia lo hanno indicato come l’esecutore materiale di alcuni omicidi accaduti nel corso della guerra di mafia a Reggio Calabria.

"L’attività dei Carabinieri da agosto ad oggi ha assicurato numerosi latitanti alla giustizia e anche in quest’ultima occasione ha compiuto una brillante operazione investigativa seguita da una impeccabile azione operativa che come nei casi precedenti ha ottenuto il risultato senza l’uso della forza e impedendo ogni reazione". Così il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha commentando la cattura di Carmelo Barbaro, da parte degli uomini del comando provinciale di Reggio Calabria. La Russa rende noto di aver telefonato al comandante generale dell’Arma, Leonardo Gallitelli pregandolo di rivolgere agli uomini impegnati le sue congratulazioni.