‘Ndrangheta. Prima deposizione Lo Giudice: “Così divenni affiliato”

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‘Ndrangheta. Prima deposizione Lo Giudice: “Così divenni affiliato”

10 Novembre 2010

"Sono stato battezzato ‘ndranghetista sul finire degli anni ’70 in casa del boss Francesco Canale, che mi diede direttamente la carica di camorrista". È cominciata così nel Tribunale di Reggio Calabria la prima deposizione in aula del boss della ‘ndrangheta Antonino Lo Giudice, diventato collaboratore di giustizia dopo il suo arresto, avvenuto il 7 ottobre scorso.

Lo Giudice ha deposto in videoconferenza nei processi, che per l’occasione sono stati unificati per consentire la sua testimonianza, per le estorsioni ai danni dei titolari del bar Malavenda ed a carico di Gioacchino Campolo, accusato di una serie di truffe nel settore dei videopoker. Lo Giudice ha parlato degli equilibri stabiliti dalle cosche a Reggio Calabria dopo la conclusione della seconda guerra di mafia nella sua zona di influenza, il quartiere Santa Caterina.

Secondo il pentito, i proventi delle estorsioni a Reggio Calabria sono equamente divisi tra le cosche Condello, Tegano e De Stefano. "La mia famiglia – ha detto Lo Giudice – non partecipava alla divisione dei guadagni delle estorsioni, ma si occupava del commercio all’ingrosso e al minuto di frutta e verdura. Noi non abbiamo mai avuto un locale di ‘ndrangheta di riferimento, ma godevamo ugualmente del rispetto di tutte le famiglie che sapevano della mia serietà".