‘Ndrangheta. Uccisa e sciolta nell’acido a Milano, 6 arresti
18 Ottobre 2010
di Redazione
È stata sciolta nell’acido Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia scomparsa un anno fa. Nella notte, su richiesta della Dda di Milano, i carabinieri hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare, per persone ritenute coinvolte nella scomparsa e nell’omicidio della donna che si era ribellata alla ‘ndrangheta.
Tra i destinatari delle richieste di arresto anche l’ex convivente della donna, Carlo Cosco, di 50 anni. La donna, secondo gli inquirenti fu prima uccisa con un colpo di pistola e poi sciolta nell’acido. Le manette sono scattate non solo a Milano, ma anche in altre regioni.
A un anno circa dalla scomparsa della donna gli inquirenti sono riusciti a ricostruire la rete di personaggi, l’ex convivente della vittima Carlo Cosco, 40 anni, e altre cinque persone, che hanno preso parte, con ruoli diversi, al rapimento e al suo omicidio.
Era il 20 novembre scorso quando la donna era arrivata a Milano per consentire alla figlia minorenne di incontrare per alcuni giorni il padre, suo ex convivente. Cinque giorni dopo, il 25 novembre, la figlia e il suo ex convivente denunciano la scomparsa della donna. Una scomparsa che risale alla sera prima, secondo quanto ricostruito dalle indagini. Con uno stratagemma Cosco e i suoi complici riescono ad allontanare la figlia dalla madre portandola da alcuni parenti. La Garofalo, mentre attende in zona Arco della Pace il ritorno della figlia,viene avvicinata, costretta a salire sull’auto dell’ex convivente e uccisa.
La donna nel 2002 aveva iniziato a collaborare con l’Antimafia nelle indagini sulla faida tra i Garofalo e il clan rivale dei Mirabelli. Poi, nel 2006, aveva abbandonato il piano di protezione e lasciato la località segreta dove viveva. Nelle sue dichiarazioni, Lea Garofalo aveva parlato anche degli omicidi di mafia avvenuti alla fine degli anni Novanta a Milano. Come quello di Antonio Comberiati, nel 1995, nel quale era stato coinvolto anche il fratello.
