‘Ndrangheta. Vasta operazione antidroga, 77 arresti
02 Dicembre 2010
di Redazione
Una vasta operazione si è svolta questa mattina contro un’organizzazione di narcotrafficanti internazionali. La Guardia di Finanza e i Carabinieri ha eseguito 77 fermi disposti dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nei confronti di appartenenti a varie cosche di ‘ndrangheta, in particolare la famiglia Muto di Cetraro (Cosenza). I fermi riguardano soggetti residenti in Sicilia, Calabria, e diverse regioni italiane. L’indagine riguarda sia lo spaccio locale che il traffico internazionale di stupefacenti. In particolare è stato individuato un broker internazionale di droga che godeva della fiducia di diversi esponenti della criminalità organizzata. Sono in corso sequestri di beni, per la maggior parte concentrati nel Lazio, del valore di 200 milioni di euro.
C’è anche un ufficiale dell’Arma dei carabinieri tra i 77 destinatari del decreto di fermo emesso dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro in una vasta operazione antidroga eseguita questa mattina dalla Guardia di finanza e dai carabinieri in Calabria e su tutto il territorio nazionale. Indagato è un colonnello in servizio a Bolzano. Le indagini che hanno portato all’esecuzione del provvedimento di fermo sono partite da due filoni diversi seguiti dalla Guardia di Finanza, che stava seguendo una pista di traffico internazionale di cocaina, e dell’Arma dei carabinieri che invece stava indagando sullo spaccio di stupefacenti che avveniva sulla costa tirrenica cosentina. Nel corso dell’indagine è emerso che uno dei luogotenenti del boss Franco Muto di Cetraro (Cosenza) dava disposizioni ai figli durante i colloqui in carcere sulle attività illecite dell’organizzazione criminale. I carabinieri in questo periodo hanno eseguito diversi sequestri di droga e marjiuana e 22 arresti per detenzione. Sull’altro versante del traffico internazionale di cocaina è stato invece accertato che il canale di rifornimento dello stupefacente era il Sudamerica. Sono coinvolti esponenti delle famiglie di San Luca (Reggio Calabria), Pizzatal, Strangio e soggetti collegati con i Pelle.
Le cosche di ‘ndrangheta stavano cambiando la modalità di trasporto della cocaina dal Sudamerica. È quanto emerge nell’indagine. Secondo quanto accertato dagli investigatori gli esponenti delle organizzazioni criminali in qualche episodio hanno abbandonato il ‘classico’ sistema del trasporto nei container al porto di Gioia Tauro e stavano effettuando una nuova modalità di trasporto dello stupefacente facendolo viaggiare sugli aerei. Nel marzo 2009 all’aeroporto di Roma sono stati sequestrati 56 chili di cocaina pura, che dimostra la nuova tecnica trovata dai narcotrafficanti.
